La legge sulla concorrenza appena approvata dal Senato? “L’unica cosa che potrebbe che potrebbe essere di beneficio” è “la tabella per danni alla persona di grave entità che deve redarre (sic) il Mise”. A patto ovviamente che “tenda a riportare il costo dei risarcimenti ai livelli europei e quindi molto più bassi di quelli paghiamo in Italia”. Che il gruppo Unipol punti da anni a risparmiare sugli “oneri” legati ai sinistri stradali, ergo a dare meno soldi agli assicurati che si fanno male, è ben noto. Altrettanto noto è quanto poco il numero uno Carlo Cimbri gradisca le notizie in materia, come dimostra la recente denuncia contro il giornalista de La Stampa che ha pubblicato un’inchiesta sulle manovre dei vertici della compagnia per modificare il testo di una riforma dell’Rc auto in discussione tra fine 2013 e inizio 2014.

Venerdì 4 agosto, in occasione della presentazione dei conti semestrali, è stato però proprio Cimbri a dire fuori dai denti qual è la sua speranza: pagare di meno chi in seguito a un incidente riporta una lesione di grave entità, cioè quelle che causano oltre 9 punti invalidità. Il ddl concorrenza, in proposito, riscrive l’articolo 138 del codice delle assicurazioni private. A partire dal titolo, che viene modificato da “danno biologico per lesioni di non lieve entità” a “danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità” con la conseguenza che la liquidazione del danno ricomprenderà anche i danni morali. L’articolo 17 del ddl prevede poi che “al fine di garantire il diritto delle vittime dei sinistri a un pieno risarcimento del danno non patrimoniale effettivamente subito e di razionalizzare i costi gravanti sul sistema assicurativo e sui consumatori” il governo predisponga una nuova tabella unica nazionale delle menomazioni tra dieci e cento punti di invalidità e “del valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all’età del soggetto leso”.

La Commissione giustizia della Camera aveva chiesto lo stralcio dal provvedimento delle norme su Rc auto e danno alla persona, auspicando che “considerata la complessità del tema” la materia fosse trattata in una legge ad hoc. Il governo però non ha recepito il parere ed è andato avanti. Ora Cimbri auspica che la nuova tabella sia “razionale” e “tenda a riportare il costo dei risarcimenti ai livelli europei e quindi molto più bassi di quelli paghiamo in Italia”. In quel caso secondo lui “il beneficio sarà per tutto il mercato e quindi per il consumatore. Se invece si appiattirà su posizioni demagogicamente latine allora non ci sarà alcun beneficio per il mercato”.

Quanto al “danno non patrimoniale per le lesioni di lieve entità”, nuova formulazione che riassorbe danno biologico e morale, il ddl concorrenza stabilisce tra il resto che il giudice potrà aumentare il risarcimento fino al 20% solo se la menomazione accertata “incida in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali documentati e obiettivamente accertati” o “causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità“. La versione precedente invece lasciava molta più discrezionalità, consentendo di incrementare il risarcimento del 20% semplicemente “con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato”.