Abu Bakr Al Baghdadi è vivo, abbiamo le informazioni che lo provano”. I servizi curdi aggiungono un nuovo tassello alla ridda di ipotesi scatenatasi attorno alle sorti del leader dello Stato islamico. Secondo Lahur Talabany, direttore dell’agenzia Zanyari, servizio di intelligence nella regione del Kurdistan, il sedicente Califfo non sarebbe quindi morto in un bombardamento russo lo scorso 28 maggio vicino a Raqqa, come affermato dal ministero della Difesa di Mosca il 16 giugno, ma si trova nella città assediata dalle forze curde.

Gli Stati Uniti avevano già spiegato di non aver le prove dell’uccisione del leader dello Stato islamico: “Il nostro approccio è considerarlo vivo sino a prova contraria e ora non posso provare che non lo sia”, aveva detto il segretario alla Difesa americano, James Mattis. “Non dimentichiamo che le sue radici risalgono al periodo di Al Qaeda in Iraq. Ha anni di esperienza in clandestinità, sa come nascondersi dai servizi segreti, sa cosa sta facendo”, spiega ancora a Reuters Talabany, secondo il quale “il territorio controllato, ancora oggi, dall’Isis è un territorio molto difficile. Non è ancora la fine per lo Stato Islamico, anche se hanno perso quasi tutta Mosul e sono vicini a perdere anche Raqqa”.

L’11 luglio, all’indomani della caduta di Mosul, erano arrivate nuove voci sulla morte di Al Baghdadi dalla tv irachena al-Sumaria (che citava fonti interne all’Isis). Oggi sono emerse invece due testimonianze in senso opposto: anche il capo dell’intelligence irachena, Abu Ali al Basri, ha detto di ritenere che il leader dell’Isis sia vivo e si trovi in Siria. E pure i servizi di sicurezza russi sono tornati sui loro passi, sostenendo di non avere “informazioni precise”.

“I nostri servizi stanno verificando” se Al Baghdadi sia ancora vivo, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov. Che ha aggiunto: “Arrivano informazioni contraddittorie. I nostri servizi le stanno verificando”. L’ultima prova di vita del terrorista risale a novembre, quando l’Isis pubblicò un suo presunto messaggio audio. Ma l’autenticità dell’audio non fu confermata. Inoltre a novembre scorso il governatore della provincia irachena di Ninive, Nofal Hamadi al Sultan, aveva riferito che Al Baghdadi era fuggito da Mosul, ma non ne aveva precisato la destinazione.