La sindaca Virginia Raggi si è presentata in procura a Roma per rilasciare dichiarazioni spontanee sull’inchiesta nomine in Campidoglio. L’audizione, che è durata 4 ore, si è tenuta dopo l’avviso di chiusura indagine che la prima cittadina ha ricevuto una ventina di giorni fa per falso e abuso d’ufficio. La sindaca, secondo quanto detto dai suoi legali nei giorni scorsi, intendeva fornire una serie di chiarimenti sulle inchieste che la vedono indagata per abuso d’ufficio, nel caso della nomina di Salvatore Romeo a capo della sua segreteria politica, e falso, nel fascicolo sulla scelta di Renato Marra come capo del dipartimento Turismo del Comune. “E’ stato un colloquio molto cordiale, del resto lo avevo chiesto io – ha dichiarato la sindaca uscendo dal tribunale – sono fiduciosa”. La sindaca giorni fa aveva manifestato l’intenzione di fornire una serie di chiarimenti sulle inchieste.

Secondo la procura di Roma da parte della prima cittadina ci fu abuso d’ufficio nella nomina del capo della sua segreteria politica: la nomina di Salvatore Romeo nell’estate del 2016, di fatto gli triplicò lo stipendio, da 39mila euro lordi l’anno a 110mila, scesi successivamente a 93mila dopo l’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione. “Abbiamo depositato un parere pro veritate a firma del professor Federico Tedeschini il quale sostiene la legittimità della nomina di Romeo in base all’ex articolo 90 del Tuel, il Testo unico degli enti locali”, ha spiegato Alessandro Mancori, che difende l’esponente del M5s insieme a Emiliano Fasulo.

Per quanto riguarda, invece, la nomina del vigile urbano Renato Marra la sindaca è sotto indagine per aver dichiarato che aveva deciso lei da sola ogni dettaglio di tale scelta, senza consultare l’allora capo del personale del Campidoglio Raffaele Marra, fratello di Renato. Questa circostanza è smentita dalle chat, tra la sindaca e l’ex capo del personale, nelle quali Raggi rimprovera a Marra di averla “messa in imbarazzo” per aver scelto il fratello Renato senza consultarla. Nella prima inchiesta è indagato per abuso d’ufficio lo stesso Salvatore Romeo. Mentre Raffaele Marra, già a processo per corruzione, rischia per la nomina del fratello un nuovo procedimento per abuso d’ufficio. Nel fascicolo sulla nomina di Romeo entrano anche le tre polizze sulla vita che il funzionario intestò alla prima cittadina del valore complessivo di 41mila euro. Mesi fa quelle stesse assicurazioni costarono il posto all’allora capo della segreteria.