di Marco Marangio

Un gigante dai piedi d’argilla. Questa potrebbe essere l’immagine che rende meglio l’idea dell’attuale situazione politico-gestionale dell’Unione europea. O, per meglio dire, disunione europea. Già, perché, nonostante gli ideali  di unità fra popoli, di coesione sociale, l’unica solida unificazione è stata quella economica. L’euro, che già il Tremonti di Corrado Guzzanti sapeva essere ingestibile, è stato l’unico vero collante fra gli Stati membri. Ad oggi, soprattutto noi italiani, possiamo affermare quanto sia stato dannoso per la nostra economia.

Oggi più che mai è chiaro quanto la stessa Unione europea, che sin dai suoi albori ha evangelizzato uguaglianza e solidarietà fra popoli, sia in realtà più “eterofoba” di quanto non voglia ammettere. Prescindendo dalle colpe dei governi italiani che si sono succeduti negli anni, il fenomeno migratorio non ha fatto altro che esasperare la comunità italiana, internamente ed esternamente.

Sia chiaro: chiunque affermi che i migranti non debbano avere eguali diritti degli autoctoni italiani ha evidentemente residui postfascisti nel proprio dna culturale. I veri “nemici” non sono coloro i quali vedono negati i propri diritti, quanto piuttosto coloro i quali hanno permesso che tali diritti venissero messi nella posizione di venire violati.

Pensiamo anzitutto alla gestione dei centri di accoglienza italiani: basta sfogliare le cronache degli ultimi anni per comprendere quanto la mala gestione e la mala politica abbiano provveduto a farne un vero e proprio business ai danni dei cittadini italiani e dei migranti stessi. Tra l’altro, le ultime dichiarazioni di Emma Bonino circa la volontà dell’Italia nel far confluire gli sbarchi nella nostra Penisola non fanno altro che confermare il progetto a monte di trarre profitto dal fenomeno migratorio.

Ora è troppo tardi ricorrere ai ripari. Nessun altro Stato membro ha espresso volontà nell’aiutare l’Italia e le azioni della polizia di frontiera francese parlano da sole. Tali risultati, con relativi ed inevitabili effetti, hanno finalmente fatto calare la maschera che si celava dietro l’ipocrita mission unificatrice della Ue.  Gli interessi arrivano da molto lontano.

L’uguaglianza che i vertici europei hanno fin qui promulgato era da intendersi nella sola accezione economica, giacché qualora i diritti dei cittadini europei e i doveri di ogni Stato membro fossero stati i medesimi, ad oggi l’Italia non sarebbe isolata nella gestione del “capitale migratorio”, senza tralasciare i mea culpa, peccati ed omissioni dei Governi che si sono susseguiti.
Questa Europa non s’ha da fare. Non questa almeno. Occorre azzerare gli assetti e ripartire dalla dignità umana e dei diritti. Di tutti.

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