Dopo il Papa, anche Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti al fianco dei genitori di Charlie Gard, il bambino di 7 mesi affetto da una sindrome rara e incurabile, scrive su Twitter: “Se possiamo aiutare il piccolo #CharlieGard, come i nostri amici in Gb e il papa, saremmo felici di farlo”. Ieri Francesco aveva fatto un appello per rispettare i desideri dei genitori di Charlie, che vorrebbero tenere in vita il piccolo e tentare una terapia sperimentale proprio negli Stati Uniti, le cui speranze di riuscita sono comunque ridotte al lumicino.

Nella stessa giornata di ieri era stata la Cei ad annunciare la disponibilità degli ospedali cattolici Bambin Gesù e Gemelli per accogliere il bambino. E la conferma arriva oggi dalla presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc: “Ho chiesto al direttore sanitario – dice – di verificare con il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato il neonato, se vi siano le condizioni sanitarie per un eventuale trasferimento di Charlie presso il nostro ospedale. Sappiamo che il caso è disperato e che, a quanto risulta, non vi sono terapie efficaci. Siamo vicini ai genitori nella preghiera e, se questo è il loro desiderio, disponibili ad accogliere il loro bambino presso di noi, per il tempo che gli resterà da vivere”. Enoc riprende le parole di Bergoglio: “Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo”. Parole, spiega la presidente del Bambin Gesù che “riassumono la mission dell’ospedale Bambino Gesù”. Il Bambin Gesù è di proprietà della Santa Sede.