“Non definirei Renzi ‘perdente’. Neanche due mesi fa oltre il 70% dei nostri elettori lo hanno scelto come segretario”. Così il portavoce del Pd, Matteo Richetti, ospite di Otto e Mezzo (La7) assieme al filosofo Massimo Cacciari, si esprime sulla tesa situazione interna ai dem. E precisa: “Non penso che ci sia una regia comune nelle loro dichiarazioni (di Prodi, Veltroni e Franceschini, ndr), ognuno ha espresso la propria opinione, non c’è nessun complotto. Escludo categoricamente, oltre che auspicabilmente, un passo indietro di Renzi da segretario del Pd, non sarebbe comprensibile”. La conduttrice Lilli Gruber dà poi la parola all’ex sindaco di Venezia, chiamandolo “Matteo Cacciari” e scatenando le risate del filosofo. Cacciari osserva: “Renzi faccia quello che doveva fare sin dall’inizio. Temo che sia fuori tempo massimo, ma può tentare di fare il Macron. Vada avanti per la sua strada con la sua logica maggioritaria, che è assolutamente incompatibile con la cultura dei Bersani, dei D’Alema, dei Franceschini. Se invece continua la solita defatigante storia con le correntine interne, da Orlando a Cuperlo, il Pd finirà al 5%. Renzi la faccia finita e vada avanti per la sua strada e gli altri facciano quello che ritengono giusto fare. La smettano di fare la baruffa dentro il pollaio