Tensione davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, tra un gruppo di esponenti del movimento di estrema destra Casa Pound e giovani di ‘Nessuno è illegale’, di cui fanno parte anche alcuni centri sociali. Si è sfiorata la rissa tra i due gruppi, che si sono incrociati casualmente nell’ingresso del palazzo. I vigili sono intervenuti a dividerli usando anche i manganelli.

Gli esponenti di Casa Pound, una quindicina, hanno portato in Consiglio comunale la loro protesta contro il sindaco Beppe Sala con un lancio di volantini per chiedere le sue dimissioni alla luce del coinvolgimento nell’inchiesta sugli appalti Expo che lo vede indagato per falso e turbativa d’asta. Mentre in Consiglio andava in scena la protesta dell’estrema destra, in piazza della Scala alcune decine di esponenti di ‘Nessuno è illegale’ manifestavano a favore dell’accoglienza ai migranti, con la polizia a controllare la situazione. Una loro delegazione è entrata nel Palazzo per essere ricevuta da alcuni consiglieri, ma si è incrociata con gli esponenti di Casa Pound che stavano lasciando il Comune. Tra di loro sono partiti subito spintoni e solo l’intervento dei vigili ha scongiurato la rissa.


dalla pagina Facebook di Casa Pound Milano

Gli esponenti di ‘Nessuno è illegale’ sono poi tornati in piazza mentre quelli di Casa Pound sono rimasti dentro Palazzo Marino. La Polizia in tenuta anti sommossa presidia l’ingresso del Comune. “La nostra era una mobilitazione pacifica, con famiglie e bambini, sul tema della residenza per i migranti”, ha spiegato una portavoce del centro sociale Cantiere, che denuncia le provocazioni da parte dei militanti di estrema destra. “Il nostro blitz – ha replicato Angela De Rosa, portavoce milanese di Casa Pound – dimostra che questa amministrazione non ha assolutamente intenzione di affrontare quella che è una vera e propria crisi politica: l’unica azione intrapresa è stata quella di chiedere lo sgombero dell’aula consiliare, per evitare ulteriori contestazioni”. “Come se non bastasse – continua – a dar man forte alla giunta sono intervenuti anche alcuni esponenti dei centri sociali che hanno cercato di aggredire fisicamente i nostri militanti, senza successo”.