Esulta il centrodestra per le vittorie a Genova, Verona, La Spezia, Piacenza e Catanzaro e in diversi altri capoluoghi importanti, anche della Toscana ‘rossa’, oltre alla roccaforte Sesto San Giovanni dove la sinistra vinceva da 72 anni. Mentre il capogruppo del Pd Ettore Rosato lo ammette senza mezzi termini: “Le elezioni sono andate male, abbiamo perso. Noi non ci inscriviamo alla lista di chi vince sempre. La destra ha vinto e il M5s si dimostra influente nella capacità di spostare il risultato, non di aggregare i consensi. Si riparte con maggiore forza”. Poi però puntualizza subito: “I candidati alle amministrative non sono i candidati di Renzi“.

Orlando ed Emiliano: “Ci vogliono alleanze” – Ma il redde rationem è già iniziato. Viene aperto dalle parole di Andrea Orlando: “Il Pd isolato politicamente e socialmente perde quasi ovunque. Cambiare linea. Ricostruire il centrosinistra subito”, scrive su Twitter il leader della minoranza dem. E Michele Emiliano ci mette il carico: “Solo con una coalizione di centrosinistra si possono battere centrodestra e M5s”. Rialzano la testa anche i Cinque Stelle, con 8 vittorie ai ballottaggi tra le quali c’è il successo importante di Carrara: “In queste amministrative  Renzi non ci ha messo la faccia – dice Luigi Di Maio – Ma è riuscito a perderla comunque”. E proprio il segretario del Pd, alla fine, affida il suo pensiero a Facebook quando ormai è notte fonda, rivendicando le (poche) vittorie del centrosinistra, anche se in realtà sono state ottenute grazie a candidati esterni (o che addirittura erano appoggiati, ma hanno tentato di smarcarsi).

Salvini: “Gentiloni a casa” – E così, mentre l’ex premier tenta di salvare il salvabile, a destra si fregano le mani davanti alla vittoria che apre la crisi di nervi del Partito Democratico e resuscita Silvio Berlusconi. Tra i primi a commentare i risultati che arrivano dalle urne c’è Matteo Salvini. “Genova città libera, e non solo. Vittorie incedibili”, scrive il leader della Lega Nord dopo aver parlato di ‘sensazioni positive’ subito dopo la chiusura delle urne. Poi l’affondo su La7: “C’è un dato politico, in un Paese normale, questa sarebbe l’ultima notte da presidente del consiglio di Paolo Gentiloni. Non ha legittimazione popolare”.

Forza Italia: “Spinta per il centrodestra” – Zero riferimenti alle alleanze, però. Anzi sì, perché puntualizza: “Dove vinciamo, la Lega è il primo partito”. Quello delle alleanze è un mantra che ripetono invece i berlusconiani man mano che le sensazioni positive diventano certezze. Non tanto Renato Brunetta che parla di “tranquilla, straordinaria, vittoria del centrodestra“, quanto Maurizio Gasparri che nel netto successo ai ballottaggi vede una “spinta” per tutto il centrodestra e afferma che “Renzi paga l’arroganza che ha avuto sul referendum e sulla legge elettorale”. Il più esplicito di tutti è però il presidente della Liguria Giovanni Toti: “Auspico che la nostra coalizione sappia fare tesoro di questo risultato in Liguria. Il centrodestra valorizzi le classi dirigenti che ha all’interno – dice – Adesso sentirò Berlusconi ma anche Salvini e la Meloni e tutti gli altri leader che hanno lavorato a questo successo. La vittoria corrobora il percorso da fare insieme”.

Rosato: “Paghiamo divisioni, candidati non di Renzi” – Nel centrosinistra si leccano le ferite. Tante bocche cucite. Parla (molto) solo Ettore Rosato, mandato a Porta a porta per parare i colpi di quella che con il passare delle ore si è trasformata da una possibile sconfitta in una disfatta. Dopo la prudenza iniziale (“Partiamo da 24 a 10”, aveva ricordato poco dopo l’apertura delle urne) ha dovuto fare marcia indietro. La colpa del k.o.? “Abbiamo pagato moltissimo le divisioni del centrosinistra, perché così si demotivano gli elettori per la parcellizzazione del voto, la scissione, noi che rincorriamo Mdp, si demotiva così un pezzo del nostro elettorato”. Poi ha precisato che, comunque, “i candidati alle amministrative non sono i candidati di Renzi. Sono i candidati del centrosinistra, civici spesso”. E su Genova dà una spiegazione tutta sua: “Una simbolica saldatura tra il M5s e il voto della Lega”. I Cinque Stelle, aggiunge Rosato, “spariscono” mentre Silvio Berlusconi vince ed “è il nostro avversario vero con cui ci confronteremo”.

Emiliano: “Serve struttura classica” – Prima però bisogna guardare agli ‘avversari’ interni o vicini. Orlando ha aperto le danze, poco dopo è toccato a Michele Emiliano. Prendendo spunto dalle vittorie a Lecce e Taranto, con due candidati esterni all’apparato di partito, il governatore della Regione Puglia commenta secco: “La Puglia è l’unica regione italiana dove il centrosinistra nella sua struttura più classica vince dappertutto, vince anche a Lecce dove questo non era mai avvenuto. Questo significa che il Pd deve prendere atto che solo costruendo coalizioni di centrosinistra è possibile sconfiggere il centrodestra risorto e il M5S che altrimenti vincono”.

Di Maio: “Senza ammucchiate, voto libero” – “Con 8 ballotaggi vinti su dieci, siamo a 45 sindaci a Cinque Stelle: una crescita del 20%”, esulta il vice-presidente della Camera Luigi Di Maio. Dopo aver rivendicato l’affermazione dei candidati M5s approdati al secondo turno, il leader pentastellato sottolinea che “quando i partiti non schierano ammucchiate di finte liste civiche, il voto è libero” e mette l’accento sulla vittoria di Carrara che “dopo 70 anni cambia colore, diventa Cinque Stelle mandando a casa il Pd. Complimenti al nostro nuovo sindaco Francesco De Pasquale che compie la stessa impresa di tre anni fa riuscita a Livorno“. Poi la stoccata al segretario dem e a tutto il partito: “Renzi in queste amministrative non ci ha messo la faccia, ma è riuscito a perderla comunque. Il Pd a Trapani non vince neanche quando corre da solo: non si è raggiunto il quorum – conclude – Noi da domani a lavoro più di prima su abolizione vitalizi, reddito di cittadinanza e blocco dei miliardi di euro degli italiani alle banche“.