Giorgio Caproni batte Umberto Eco. Ma anche Italo Calvino e Salvatore Quasimodo, e persino Eugenio Montale. Sarà pure stato poco noto, di nicchia, confinato in quella parte finali dei programmi ministeriali che non viene mai trattata. Però la scelta del poeta novecentesco, accolta con un certo scetticismo da alcuni critici, sembra essere piaciuta ai maturandi italiani: il 12,4% ha scelto infatti l’analisi del testo come traccia dell’esame di Stato delle superiori. Uno dei dati più alti del recente passato.

C’era grande curiosità sulla reazione degli studenti di fronte ai “Versicoli quasi ecologici”, spuntati un po’ a sorpresa nella prima prova della maturità 2017. E il riscontro è stato positivo: Caproni è riuscito a rivitalizzare l’analisi del testo, che da sempre è considerata un po’ la “traccia regina” dell’esame, ma negli ultimi anni aveva spesso spaventato gli studenti, che se n’erano tenuti alla larga. Forse per il “tema ecologico” del brano, abbordabile e vicino alla sensibilità dei più giovani; magari per un linguaggio semplice e accessibile, o semplicemente per mancanza di alternative.

Caproni ha esattamente doppiato Umberto Eco, che nel 2016 aveva raccolto appena il 6,2% delle preferenze. Ed è riuscito a far meglio di alcune pietre miliari della letteratura italiana: si tratta della percentuale più alta degli ultimi anni, dopo il 15% fatto registrare da Claudio Magris con il suo “Infinito viaggiare” nel 2013. Altro brano poco convenzionale, che dimostra come non necessariamente i più noti siano anche gli autori preferiti dagli studenti.

Per il resto i ragazzi che si sono cimentati con la maturità 2017 non sembrano aver avuto grossi dubbi sui banchi, una volta aperto il plico della tracce: la preferita è stata quella tecnico-scientifica su “Nuove tecnologie e lavoro”, probabilmente in virtù dei suoi forti legami all’attualità, su cui ha puntato il 38,9% degli studenti. Alle sue spalle il tema di ordine generale sul progresso (17,3%) e il saggio breve di ambito artistico-letterario sul rapporto uomo-natura (14%). Quindi l’analisi del testo, l’ambito tecnico-scientifico sulla robotica (10,2%). Un vero flop, invece, le tracce di storia: solo il 5,2% per “disastri e ricostruzione”, appena l’1,9% per il miracolo economico, che pure sembrava uno dei temi più abbordabili. Queste le preferenze dei circa 500mila maturandi italiani, altra cifra da record: quest’anno addirittura il 96,3% degli studenti dell’ultimo anno è stato ammesso alle prove, tendenza in leggera crescita anche rispetto al 96% del 2016. Di questi, l’anno scorso il 99,5% superò l’esame. Il diploma, insomma, è quasi certo per tutti. Qualsiasi sia stata la traccia scelta.

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(foto di Dino Ignani)