“La mia candidatura a sindaco di Palermo? Era reale, ho fatto di tutto per diventare sindaco, non ho preso in giro nessuno. Solo in corso d’opera ho pensato di usare il materiale raccolto per un film per fare un documentario sulla mia campagna elettorale”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de La Zanzara (Radio24) dall‘ex Iena Ismaele La Vardera, il candidato a sindaco di Palermo sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega e Centro Destra, che avrebbe sfruttato la campagna elettorale per girare un docufilm sulla politica. “Ne ho parlato con Davide Parenti, che è un autore delle Iene ed è un mio fraterno amico” – spiega – “ma la trasmissione non c’entra niente. Salvini? L’ho incontrato, abbiamo parlato e lui stesso ha lanciato un appello in diretta su La7 per sostenermi. E’ lui che mi ha invitato a fare il sindaco, non ho cercato io lui e la Meloni. A luglio mi è stato proposto di candidarmi dai comitati civici, non è stata una mia decisione. Ma se fossi stato eletto sindaco, avrei fatto il sindaco, senza problemi”. Poi racconta il concitato faccia a faccia con l’attore Francesco Benigno, candidato consigliere comunale di Palermo a sostegno di Fabrizio Ferrandelli (centrodestra): Mi ha aggredito quando gli ho chiesto la liberatoria per le immagini necessarie al mio documentario. Non l’ha presa bene, a differenza di altri. Ha distrutto due telecamere e mi ha dato una sberla. Lo denuncerò. Non ho preso soldi per la campagna elettorale, ho raccolto 1000 euro circa dai cittadini, ma non devo restituire nulla” – continua – “perché erano soldi che sono andati in prestazione. Meloni e Salvini non mi hanno dato un euro. Gli unici soldi che ho ricevuto sono quelli che ho ricevuto da miei amici di Milano, circa 500 euro. Per me la trasparenza è al di sopra ogni cosa. Non ho fatto niente di male. C’è qualcuno che dice che vuole aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Ecco, io ho aperto la scatoletta