I malumori erano solo sopiti: il Movimento 5 stelle rischia di spaccarsi di nuovo sullo stadio della Roma. Un’altra volta, dopo quella riunione fiume in Campidoglio dove alcuni consiglieri votarono contro l’accordo stretto dalla sindaca Virginia Raggi, e di cui il gruppo comunale ancora sente gli strascichi. Ora che è arrivato il momento decisivo per il progetto di Tor di Valle (la giunta approverà in giornata la delibera definitiva di interesse pubblico, che dovrà poi arrivare in aula), i contrasti interni sono pronti a riesplodere. E il Campidoglio rischia di andare allo scontro con il Municipio IX che ospiterà l’impianto, e che pur essendo a guida 5 stelle pare non essere intenzionato a dare il suo via libera: il parere dell’amministrazione locale potrebbe essere negativo.

Da lunedì è iniziato lo sprint finale che dovrebbe portare all’approvazione della delibera aggiornata la settimana prossima: oggi l’ok della giunta, entro il 15 quello dell’Assemblea capitolina. Si tratta della prima data utile da cui si può riconvocare la nuova conferenza dei servizi, dopo che la prima si è chiusa negativamente ad aprile. Non c’è una scadenza precisa, ma il Comune vuole lanciare un segnale positivo alla società, dopo che il presidente James Pallotta di recente ha minacciato l’addio nel caso in cui lo stadio non dovesse esser pronto entro il 2020. Di qui la fretta di ultimare l’iter, anche se ciò comporta un tour de force burocratico. Prima del voto in aula servirebbe il parere del municipio sulla nuova delibera. A tal fine ieri il capogruppo del M5s in Comune, Paolo Ferrara, e il consigliere Pietro Calabrese si sono recati nella sede del Municipio IX, quello che ha la competenza sull’area di Tor di Valle, per ottenere un rapido via libera dell’amministrazione locale. La riunione, però, non è andata proprio come i due emissari della Raggi si aspettavano.

I consiglieri comunali si sono trovati di fronte all’opposizione di una parte consistente della maggioranza municipale. Una nuova frattura interna al Movimento romano, non del tutto imprevedibile vista la riottosità della base e dei comitati di quartiere. Le resistenze sono nel merito del progetto: agli oppositori il taglio delle cubature non basta, sono contrari alla variante urbanistica e continuano a chiedere di rimanere all’interno del piano regolatore, che non prevede un business park. Ma anche nella forma: il Comune vorrebbe che il Municipio si esprimesse al più presto, già entro la fine della settimana. “Ma se non ci avete ancora dato il testo della delibera, come possiamo dire sì in queste condizioni?”, hanno protestato alcuni. “Altro che trasparenza e partecipazione, sono solo decisioni calate dall’alto”.  Secondo quanto risulta a ilfattoquotidiano.it, ci sarebbe stata anche una conta interna (lo strumento tipico di tutte le riunioni M5s), conclusa con 5 voti contrari e solo 3 favorevoli. Ma l’esito non sarebbe stato ratificato per la mancanza di alcuni consiglieri, con la decisione di ripetere il voto forse già in giornata.

In Comune sperano che la nottata abbia portato consiglio in Municipio, convincendo qualche indeciso e recuperando gli assenti. E che insieme all’ok della giunta capitolina arrivino anche segnali di distensione dal quartiere a sud della Capitale. Ma al momento il rischio di ricevere giudizio negativo da parte di un’amministrazione a guida 5 stelle è concreto. Il parere del Municipio non è vincolante ma – ragionano in Campidoglio – rappresenterebbe comunque un “segnale politico molto forte”. Il peggior viatico possibile per l’approdo in aula del testo, visto che anche nel gruppo comunale non manca il dissenso: l’ala oltranzista capeggiata da 3-4 consiglieri ha ripreso forza, pure ieri nella riunione di maggioranza sono volate parole forti. Lo stadio si deve fare, ma rischia di costare caro al Movimento.