Avrebbe dovuto arrossire di vergogna la sindaca di Roma Virginia Raggi quando il 31 maggio, dopo aver convocato la stampa per presentare quello che Beppe Grillo avrebbe definito il giorno dopo “un capolavoro da applausi”, ovvero il “Piano di superamento dei campi rom”, ha iniziato e finito con il nulla assoluto. Il testo del “Piano” non è stato reso pubblico e solo un rosario di ovvii “buoni propositi” ha risuonato nella Sala Capitolina.

E’ questo alla fine il Piano della Giunta Raggi, un Fake Plan, la nuova frontiera delle Fake News. Fino a ieri qualsiasi “cittadino” con la tastiera del pc in mano poteva generare Fake News; da oggi qualsiasi “cittadino” che siede dentro al Palazzo con la tastiera del potere in mano può dare vita ad un Fake Plan.

Sul fronte scuola, ha ripetuto la Raggi “sarà favorito l’obiettivo specifico che prevede di favorire i processi di prescolarizzazione e di scolarizzazione dei bambini rom”. Nell’ambito del lavoro si sottolinea come “l’incremento dell’occupazione tra rom contribuirà a diminuire il tasso di criminalità“. Sull’abitare la Giunta avanza l’impegno generico, per chi non è autosufficiente ad attivare “interventi di supporto finanziati dall’Unione europea” mentre sul versante salute si implementerà la medicina preventiva e l’educazione alla salute”. Ovvietà che metterebbero sullo stesso tavolo Salvini e i centri sociali.

«Applausi per Virginia Raggi e l’amministrazione 5 Stelle di Roma – ha commentato sul suo blog Beppe Grillo – Quella dei campi rom era una questione che nessuno aveva mai chiuso, forse neppure affrontato, ma sulla quale tanti (troppi) hanno magnato. Da adesso si inizia a chiuderli, per sempre. E i soldi per farlo ce li facciamo dare dall’Unione Europea, nessun costo extra per i romani. Un capolavoro».

Effettivamente qualcosa di molto concreto c’è e su questo va prestata dovuta attenzione. “Oggi – ha scritto la sindaca sulla sua pagina Fb – ho annunciato che finalmente nella Capitale saranno superati i campi rom. Partiremo da subito intervenendo in due campi, La Barbuta e La Monachina, che ospitano oltre 700 persone. Mettiamo così fine alla mangiatoia dei soldi dei cittadini che per anni c’è stata con Mafia Capitale: fondi pubblici finiti nelle tasche della criminalità. Abbiamo ottenuto 3,8 milioni di euro dall’Unione Europea che investiremo in questo progetto”. L’annuncio è risuonato su tutti i quotidiani locali e nazionali senza però ulteriori dettagli che finalmente, dopo lunga ricerca, siamo riusciti a conoscere.

Il merito di aver avuto accesso ai fondi europei va riconosciuto alla Giunta Marino. E’ grazie alla sua ultima delibera, la numero 350 del 28 ottobre 2015 che sono stati intercettati i 3,8 milioni di euro dalla Commissione Europea per essere destinati al progetto. Quest’ultimo è stato riscritto totalmente solo nell’aprile 2017 dalla Giunta Raggi. Cosa prevede? Il superamento definito dei campi come annunciato dalla sindaca nel Fake Plan?

Il progetto ha come punto di partenza un target di riferimento, i 505 rom di origine bosniaca e macedone presenti a La Barbuta e i 113 rom di origine prevalentemente bosniaca residenti a Monachina per un totale di 113 nuclei familiari. Quale però il target reale destinatario dell’azione? “Si stima che circa il 10% dei rom presenti nei campi deciderà di sottoscrivere il Patto di Responsabilità Solidale e di partecipare attivamente ai percorsi di accompagnamento all’occupazione e alla casa“. I risultati attesi dall’Azione prevedono infatti il coinvolgimento, entro la fine del progetto, di soli «60 individui». Saranno pertanto una decina le famiglie rom, ad uscire entro il 2021 dai due insediamenti. Che resteranno lì, con 60 ospiti in meno…

In sintesi l’unica azione concreta fissata dal Fake Plan della Raggi prevede, secondo il Piano operativo stabilito dalla stessa amministrazione, entro la primavera del 2021 la fuoriuscita dall’insediamento di La Barbuta e Monachina di una decina di famiglie per una spesa a famiglia pari a 345.454 euro ed una spesa procapite superiore ai 63.000 euro. Somme gestite da chi vincerà l’appalto di prossima uscita. Neanche il Buzzi degli anni d’oro avrebbe sognato una torta così ricca!

E così anche nel 2017 i rom continueranno a fare i rom dentro i campi, i giornalisti ad ascoltare il nulla, Virginia Raggi a giocare con la tastiera del potere e Beppe Grillo a spellarsi le mani dagli applausi in un teatrino che potrebbe finire in autunno. Dopo le elezioni politiche, a Roma, sarà probabilmente un’altra storia.