Era stato arrestato il 16 gennaio scorso dai carabinieri di Latina per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta relativa ad alcuni appalti. Armando Cusani, sindaco, fino al provvedimento cautelare, di Sperlonga, città della costa pontina da dove era partito anni fa per una lunghissima carriera politica, che lo ha portato a essere primo dei non eletti al parlamento europeo, subito dopo il suo collega di partito Antonio Tajani. Uno dei pilastri di Forza Italia nel sud del Lazio, insieme al suo alleato di sempre, il senatore Claudio Fazzone. Quando lo scorso 18 maggio è tornato nella sua abitazione, agli arresti domiciliari, c’era nella piazza di Sperlonga un folto gruppo di sostenitori. Applausi, uno striscione di benvenuto, grida di incitamento. Nessuna contestazione, nessun riferimento agli appalti che secondo l’accusa sarebbero stati truccati con la sua benedizione politica. Quasi una rockstar. Sui social i suoi alleati di sempre non hanno hanno manifestato, quasi in simultanea, il pieno appoggio postando il video con la festa di benvenuto. Scrive Pino Simeone, consigliere regionale del Lazio per Forza Italia, su Facebook: “Questa è l’accoglienza che i cittadini hanno voluto dare ad Armando a dimostrazione che un uomo che ben lavora, che è onesto nell’anima e nelle azioni è sempre nel cuore delle persone che continueranno a essere al suo fianco certi, come noi, della sua innocenza”.
L’istanza di riduzione della misura cautelare – dal carcere ai domiciliari – è stata accolta dal Tribunale nel corso della prima udienza che lo vede imputato di gravi reati contro la pubblica amministrazione insieme ad alcuni imprenditori. Cusani era già stato colpito da un’inchiesta giudiziaria nel 2013 con una condanna a un anno e 8 mesi (con pena sospesa) per abuso d’ufficio, pena poi ridotta dalla corte d’Appello a un anno e due mesi. Dopo quella condanna fu sospeso dall’incarico di Presidente della Provincia di Latina e di consigliere comunale di Sperlonga in applicazione della legge Severino. Finito il periodo di sospensione si è ripresentato alle elezioni comunali, vincendo con un pieno di voti.