C’è la consacrazione dell’ex amico ritrovato Matteo Richetti, la conferma dei due bracci destri come Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani e le new entry: dal (ormai ancora per poco) giovane rampante reggiano Andrea Rossi alla sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini fino alla lettiana Benedetta Rizzo. Non da ultimo la professoressa dell’università di Milano che viene dal mondo dei boyscout Elena Bonetti. Matteo Renzi ha annunciato la nuova segreteria Pd in direzione: 12 persone (6 uomini e 6 donne), a cui si affiancheranno parlamentari per 25 dipartimenti. Tra le conferme il sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Entrano invece il professore Tommaso Nannicini e l’ex candidato sindaco a Roma e deputato Roberto Giachetti. Tra le donne: la viceministra Teresa Bellanova e l’assessora a Reggio Calabria Angela Marcianò. Ancora non sono state annunciate le deleghe. Il segretario dem Renzi ha anche detto di essere aperto a nuovi ingressi: “Ci sono posti ancora aperti in segreteria per eventuali integrazioni anche da parte di chi non ha condiviso la nostra piattaforma congressuale”.

Il portavoce: l’ex amico ritrovato Matteo Richetti
Dopo la benedizione dell’ultima Leopolda e dopo essere diventato il volto della proposta di legge Pd sui vitalizi, il legame Renzi-Richetti era già tornato ai vecchi tempi, ma serviva la consacrazione finale. Così quello che era uno dei renziani della prima ora e poi uno dei primi malpancisti a uscire dal Giglio magico, torna sulla scena e sotto i riflettori che contano del Pd: Matteo Richetti è il portavoce, figura che non c’era nella scorsa segreteria e che si prefigura come una delle più simboliche. Va ad affiancarsi all’unico vice previsto: il ministro all’Agricoltura Maurizio Martina. Nella scorsa edizione i vice erano due: Serracchiani e Guerini che restano, ma in una posizione più defilata.

Dalla cena con Obama alla direzione Pd: la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini
Giusi Nicolini, prima cittadina di Lampedusa e uno dei simboli dell’emergenza immigrazione in Italia, fa il suo primo ingresso in direzione Pd. Renzi la cita da sempre, ogni volta almeno che vuole fare bella figura con il volto dell’Italia che accoglie. Non da ultimo infatti, lei fu invitata dall’ex presidente del Consiglio per andare a cena alla Casa Bianca quando il presidente era ancora Obama. Nicolini in realtà viene dall’area che simpatizzava per Pippo Civati, e proprio in quota del rottamatore ora leader di Possibile, venne candidata come capolista alle Europee. La sindaca rinunciò poco dopo l’annuncio per malumori interni. Ora è ricandidata alle amministrative, ma, ironia della sorte, con una lista civica perché a Lampedusa il Partito democratico è spaccato.

La lettiana e regista di VeDrò Benedetta Rizzo
Tra le novità c’è sicuramente Benedetta Rizzo. Lei è il volto, ma soprattutto la regista, che per anni ha retto l’organizzazione di VeDrò il think thank di Enrico Letta dove ogni estate si trovavano i giovani rampolli di destra e sinistra per parlare di come scalare l’Italia. Per l’ex presidente del Consiglio poi silurato era una delle più importanti tra le collaboratrici, colei che ogni anno metteva in piedi la sua corte di intellettuali, giornalisti e politici ambiziosi. Fu sempre lei tra l’altro a invitare lo stesso Renzi a VeDrò tra le giovani promesse. Ha poi lavorato per il Coni ed è stata consulente per RaiCom. E’ molto amica del renzianissimo (ma anche lui un tempo lettiano) Ernesto Carbone.

L’ex Ds poi renziano Andrea Rossi
Il suo nome girava da tempo nei corridoi romani, tanto che l’inverno scorso era finito sulle pagine dei giornali come “il giovane” a cui Renzi pensava per svecchiare il partito. Andrea Rossi, ex sindaco di Casalgrande (Re) e sottosegretario alla regione Emilia Romagna, è riuscito ad arrivare in segreteria. E’ da anni il giovane rampante che mai fino adesso era riuscito veramente a sfondare il muro del nazionale. Ex Ds, poi segretario provinciale della Sinistra giovanile dal 1997 al 1999, è nato come bersaniano e poi è riuscito bene a riciclarsi. E’ il secondo emiliano che varca la soglia della direzione e insieme a Richetti cercheranno di tenere viva la fiamma della base emiliana che con l’arrivo di Renzi è andata via via spegnendosi.