“L’omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone. A nessuno può sfuggire che qualunque forma di persecuzione in base all’orientamento sessuale costituisca, sempre e ovunque abbia luogo, una violazione inaccettabile dei diritti umani universali”. In occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a scegliere di prendere posizione e lanciare un messaggio in difesa delle vittime di discriminazione. I casi di violenza restano ancora difficili da censire, ma secondo il rapporto Arcigay sono 196 le storie di omotransfobia riportate dal 17 maggio 2016 attraverso il monitoraggio dei mass media, contro i 104 casi registrati lo scorso anno. La giornata, istituita dall’Unione europea nel 2007, è entrata nell’agenda italiana recentemente, ma non basta per affrontare il problema. Per questo il senatore dem Sergio Lo Giudice ha chiesto l’intervento del Parlamento: “Si sblocchi presto l’iter della legge che, voluta dal Pd e approvata dalla Camera nel 2013, è stata affossata in Senato dall’ostruzionismo delle destre e dalle difficoltà a trovare una maggioranza disposta ad approvarla”.

Il presidente Mattarella ha voluto prendere posizione sul tema, per lanciare un chiaro messaggio di condanna verso discriminazioni troppo spesso dimenticate. “Gli atti di intolleranza”, si legge nella nota del Colle, “si esprimono in violenze verbali o derisioni, altre volte danno luogo a minacce, fino a giungere, talora, ad aggressioni fisiche. Si tratta di manifestazioni che feriscono l’intera nostra società, che risulta indebolita nei suoi valori fondamentali di convivenza. Quando le discriminazioni hanno come bersaglio ragazzi e adolescenti vi è il rischio grave di compromettere fragili equilibri, perché gli anni della giovinezza sono quelli in cui si costruisce l’accettazione di sé, che è parte importante della futura serenità. Molto giovani sono spesso anche coloro che pongono in essere condotte omofobiche“. Mattarella ha quindi evidenziato la necessità di sviluppare una “cultura dei diritti”: “Se alle giovani vittime va prestata un’attenzione particolare, nondimeno bisogna promuovere, soprattutto nei ragazzi, una positiva educazione all’incontro con l’altro”, ha detto. “Senza una cultura dei diritti di ciascuno non si diventa pienamente cittadini. La considerazione del valore dell’altro, l’accettazione delle differenze sono alla base di ogni convivenza. A un vigile e proficuo rispetto deve essere improntato ciò che dà forma alla vita comune: il linguaggio, la scuola, il discorso pubblico, le pratiche sociali, per una società pienamente solidale”.

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha ribadito invece che la prevenzione deve partire dalla scuola: “E’ a scuola che si educa al rispetto dell’altra e dell’altro, secondo i principi della nostra Costituzione. Le studentesse e gli studenti devono essere formati per essere cittadine e cittadini responsabili e rispettosi dei diritti di ciascuna persona. A scuola dobbiamo creare, attraverso le nuove generazioni, una società di pari opportunità, di uguali diritti, di rispetto e di libertà, in cui ciascuna e ciascuno senta di potersi esprimere senza condizionamenti”. “Aggredire l’altro o l’altra in quanto vissuto come diverso da noi significa lederne la dignità e i diritti”, ha continuato Fedeli. “Alle ragazze e ai ragazzi dobbiamo spiegarlo con chiarezza. E dobbiamo invitarli, di fronte a episodi di violenza o discriminazione, a non girarsi dall’altra parte, a denunciare e contrastare. Anche quando questi episodi avvengono in rete. Quando si aggredisce l’altro o l’altra, il fatto di farlo online, in quella che comunemente definiamo la realtà virtuale, non è un’attenuante”.

Tante le iniziative in programma per celebrare la Giornata contro l’omofobia. Ad esempio GayLex – la rete di avvocati e attivisti LGBT – ha annunciato la nascita del Fondo per le vittime di odio e discriminazione omotransfobica. “In un contesto”, si legge nella nota, “in cui l’omotransfobia, nel linguaggio pubblico e talvolta istituzionale, è fuori controllo, in cui crescono i crimini motivati da odio e da discriminazione, il fondo aiuterà le vittime a sostenere le spese per denunciare episodi di violenza, bullismo, diffamazione, incitamento e istigazione omotransfobica”. L’attenzione non è solo per le vittime in Italia. Il presidente del circolo Gaynet Roma Rosario Coco ad esempio, ha proposto che la giornata di quest’anno sia dedicata “alle vittime delle persecuzioni in Cecenia e più in generale a tutti quei Paesi in cui ancora l’omosessualità è criminalizzata o repressa dalla società”.