Da un lato Federico Ghizzoni che si dice “disposto a rispondere a tutte le domande della commissione parlamentare d’inchiesta” sulle banche. Dall’altro Francesco Boccia che anticipa come la convocazione dell’ex amministratore delegato di Unicredit, ammesso che la commissione venga istituita, non sia “una priorità“. In mezzo Matteo Renzi secondo cui la proposta del Pd per rispondere alle nuove “polemiche sulle banche e segnatamente su Banca Etruria, in particolar modo per il ministro Boschi“, è appunto “che si faccia partire la commissione di inchiesta”. La settimana dopo la rivelazione del libro di Ferruccio de Bortoli, secondo cui l’allora ministra Maria Elena Boschi chiese a Ghizzoni di salvare l’istituto aretino, si apre con un corto circuito intorno all’annosa questione della commissione di inchiesta sul sistema bancario.

Ghizzoni, che continua a non smentire la ricostruzione dell’ex direttore del Corriere, fa sapere che in caso di convocazione in Parlamento farà chiarezza su tutto. La sede perfetta sarebbe appunto la commissione di inchiesta, che ha poteri analoghi a quelli della magistratura. E il 22 maggio, la prossima settimana, Montecitorio dovrà dare il via libera finale al ddl che la istituisce. Proprio oggi però il presidente della commissione Bilancio della Camera Boccia – che è stato coordinatore nazionale della mozione di Michele Emiliano, opposta a quella di Renzi nella corsa per la segreteria Pd poi vinta dall’ex premier – in un’intervista a Repubblica spiega che il caso Etruria non sarà in cima all’agenda del nuovo organismo.

Che del resto, stando al ddl, dovrà iniziare la propria analisi addirittura dalla crisi dei mutui subprime. Infatti, sostiene Boccia, “abbiamo il dovere di credere” alla Boschi che “è venuta in Parlamento e ha garantito la sua estraneità”. Questo nonostante ci siano le prove del fatto che la sottosegretaria del caso Etruria si è occupata eccome, cercando di accasare la banca di cui il padre era vicepresidente con Veneto Banca e poi con Unicredit. Di conseguenza la lunga lista di audizioni, che comprenderà anche i vertici di Bankitalia e Consob, conterrà anche Ghizzoni ma certo non tra i primi. E in ogni caso quella dei 40 parlamentari che verranno nominati membri della commissione sarà una corsa contro il tempo. “Solo se la legislatura va a scadenza naturale“, spiega Boccia, “i componenti potranno definirne il perimetro di gioco” e “individuare le aree di responsabilità da lasciare in eredità al prossimo Parlamento, che ripartirà da zero”. Se invece ci saranno elezioni anticipate, “allora si fermeranno alla nomina del presidente”. Per finire il lavoro servono “due anni almeno, se non un’intera legislatura”.

I senatori di Idea Andrea Augello, Luigi Compagna, Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello, per velocizzare i tempi, annunciano la richiesta di un’audizione urgente di Ghizzoni e Marina Natale, la ex manager Unicredit a cui affidò la valutazione del dossier Etruria, nella commissione Finanze del Senato. “Non vi è alcuna necessità – spiegano – di attendere l’istituzione della commissione d’inchiesta sulle banche, anche perché alla luce delle ultime vicende c’è motivo di sospettare che essa non vedrà mai la luce”. “Peraltro – proseguono – il tema sollevato dal libro del dottor Ferruccio de Bortoli sul piano istituzionale ha a che fare con la correttezza e la trasparenza dei comportamenti e non con il diritto penale, dunque non c’è necessità dei poteri attribuiti alle commissioni di inchiesta per procedere nella sede opportuna all’audizione di chi senza dubbio può contribuire a fare chiarezza”.