Non si ferma il braccio di ferro fra Wikipedia e il governo turco. La fondazione Wikimedia, che detiene il dominio dell’enciclopedia virtuale, ha presentato ricorso alla Corte costituzionale turca contro l’oscuramento delle proprie pagine nel Paese, in vigore dal 29 aprile. La notizia è stata riportata dai media locali. Era stato già presentato un primo ricorso, respinto il 5 maggio da un tribunale di Ankara.

Il governo turco ha disposto il blocco degli accessi al sito di fronte al rifiuto di Wikipedia di cancellare due pagine in cui vengono menzionati legami tra Ankara e gruppi jihadisti in Siria. Ankara ha motivato l’oscuramento accusando Wikipedia di essere diventata “una fonte d’informazione che agisce con gruppi che conducono una campagna diffamatoria contro la Turchia nell’arena internazionale”. La decisione della Turchia, che in passato ha più volte bloccato anche l’accesso a YouTube, Facebook e Twitter, ha scatenato una nuova ondata di proteste contro le limitazioni alla libertà d’espressione.

Il 2 maggio il Comune di Istanbul ha annunciato di aver revocato l’invito a uno dei co-fondatori della piattaforma, Jimmy Wales, in occasione della conferenza internazionale ‘World Cities Expo‘, prevista per metà maggio nella città sul Bosforo. In quell’occasione la fondazione Wikimedia ha presentato un primo ricorso tramite l’avvocato Gonenc Gurkaynak, sostenendo che il divieto d’accesso al sito è un atto contrario alla libertà di espressione e che si tratta di una decisione ”sproporzionata”. Un tribunale di Ankara ha respinto il ricorso con questa motivazione “la libertà di espressione non è uno dei diritti assoluti. Può essere limitata quando ci sono le condizioni necessarie”. Il riferimento era chiaramente allo stato d’emergenza post-golpe. Il 9 maggio arriva il secondo ricorso, questa volta presentato alla Corte costituzionale turca.

Sulla versione in lingua italiana di Wikipedia un banner dichiara: “Il 29 aprile le autorità turche hanno bloccato l’accesso a tutte le versioni linguistiche di Wikipedia, ledendo il diritto di milioni di persone di accedere a informazioni storiche, culturali e scientifiche neutrali e munite di fonti verificabili. La comunità di lingua italiana esprime la sua solidarietà alla popolazione turca e chiede il ripristino del libero accesso all’enciclopedia”.