Decine di uomini, unità cinofile e della scientifica, polizia a cavallo, un elicottero a monitorare la situazione dall’alto. Obiettivo la “criminalità diffusa” e il contrasto alla “situazione di degrado” dell’area. La stazione Centrale di Milano è stata teatro di una imponente operazione della polizia disposta dal questore di Milano Marcello Cardona e coordinata dal commissariato Garibaldi Venezia. Nella stessa piazza, venerdì 21 aprile, un gruppo di extracomunitari aveva aggredito i militari dell’operazione Strade sicure e i carabinieri arrivati in loro aiuto.

Gli ingressi della stazione sono stati quasi tutti chiusi, a parte quelli laterali presidiati dagli agenti per procedere ai controlli e impedire il pericolo di fuga delle persone da identificare ed eventualmente accompagnare in questura. Su piazzale Duca d’Aosta – monitorato dall’alto da un elicottero, dal quale la scientifica ha effettuato riprese aeree – sono state impiegate poliziotti a cavallo e unità cinofile nel controllo dei giardinetti dove stazionano quotidianamente immigrati e senza casa.

Sulla piazza è stato inoltre chiuso l’accesso alla metropolitana, mentre le altre entrate alla linea M2 e M3 sono invece rimaste regolarmente aperte. L’attività ha permesso alle forze dell’ordine di identificare decine di persone, la maggior parte extracomunitari: alcune delle persone sottoposte al controllo sono state fatte salire sui pullman della polizia che stazionavano lungo la piazza, dopo essere state perquisite.

Poco prima delle 16, sulla scena è comparso anche Matteo Salvini, accompagnato da alcune decine di leghisti, non appena saputo del blitz: “Qui ci sono elicotteri, blindati, polizia a cavallo. Potrebbe essere la volta buona per fare un po’ di pulizia su un’area che sembra quarto o quinto mondo”, ha detto il segretario nazionale della Lega Nord, che ha filmato la scena con il telefonino. Tra un selfie con un ammiratore e l’altro, Salvini ha approfittato della scena per sciorinare in diretta Facebook i consueti proclami anti-immigrati: “Tra scippi, furti, rapini, tentativi di violenze sessuali, qua ce n’è da portarne via parecchi, non da fare qualche blitz”. “C’è di tutto e di più qua nei giardinetti – dice quindi il leader del Carroccio inquadrando delle persone di colore – la droga ovviamente la trovi a tutte le ore del giorno e della notte”.

Salvini è anche stato contestato da 4-5 persone presenti. Fra queste, un educatore che lavora con i richiedenti asilo che è stato sbeffeggiato dai leghisti per il lavoro che fa. Il leader della Lega aveva appena finito di indicare davanti alle telecamere un gruppo di migranti seduti auspicando che “vengano identificati ed eventualmente perseguiti quei personaggetti che tutti i giorni infestano le stazioni”. “Quando finisce lo spot elettorale? – gli ha urlato l’educatore – io vengo qui tutti i giorni a lavorare, quelle sono persone che scappano dalla guerra“. “Che lavoro fai, l’operatore dell’accoglienza? Bravo, lo fai gratis?”. “No, è il mio lavoro”, la risposta. A quel punto è partito il coro di scherno dei leghisti.

“Speriamo che non si tratti di una operazione episodica – si legge in una nota del il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati – ma che si dia continuità a simili controlli, come l’amministrazione e il Partito Democratico chiedono da tempo. Tuttavia, spiace molto vedere che ci sia qualcuno, come Matteo Salvini, che cavalca e strumentalizza situazioni di degrado e difficoltà a fini elettorali, invece di mostrarsi solidale con il lavoro della polizia”.