Un funzionario della Protezione civile della Regione Calabria e tre imprenditori sono stati arrestati dalla Guardia di finanza e dalla Dia di Reggio Calabria con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta del procuratore Nicola Gratteri e dell’aggiunto Giovanni Bombardieri, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. La stessa indagine ha anche portato ad un sequestro di beni per oltre 250mila euro.

In carcere è finito il funzionario della regione Calabria Nicola Giancotti, in servizio presso la Protezione civile. Ai domiciliari, invece, sono finiti gli imprenditori Giuseppe e Luigi Tornello di Vicenza, titolari della “Elimediterranea Spa”, il procuratore speciale della stessa società Giuseppe Speziali di Bovalino, in provincia di Reggio Calabria.

Quest’ultimo è parente di un ex parlamentare di Forza Italia (Vincenzo Speziali, deceduto il 6 dicembre scorso) e padre di Vincenzo Speziali (omonimo), sul quale pende da oltre un anno un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Reggio perché coinvolto nell’inchiesta “Breakfast” assieme all’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena e all’ex ministro dell’interno Claudio Scajola. Al centro dell’inchiesta di oggi c’è, invece, la società vicentina “Elimediterranea Spa”, proprietaria degli elicotteri che per parecchi anni hanno operato in Calabria nel settore dell’incendio boschivo.

In sostanza, gli indagati sono riusciti a farsi liquidare due volte dalla Protezione civile fatture già pagate, per un totale di 250mila euro. Una prima volta nel giugno 2013 e una seconda volta, a distanza di un anno e mezzo, nel dicembre 2014.

Secondo il procuratore Gratteri, gli arresti di oggi sono il frutto di “una piccola indagine, ma molto significativa e importante perché ci ha consentito nel breve periodo e già per la terza volta di entrare nella pubblica amministrazione, cosa che sembrava un tabù”. Stando all’analisi del magistrato, infatti, “nessuno doveva osare, nessuno doveva permettersi”. E invece – ha spiegato il procuratore aggiunto Bombardieri – “queste indagini ci hanno consentito di portare alla luce una serie di truffe che nascono dalla doppia fatturazione e dalla doppia liquidazione di servizi”. Per l’aggiunto della procura di Catanzaro, si è fatta luce su “una serie di rapporti e di collusioni tra soggetti intranei alla pubblica amministrazione e soggetti esterni. Quello che ci preoccupa è il sistema che noi stiamo accertando, l’esistenza all’interno della pubblica amministrazione di soggetti inquinati che consentono delle ruberie in danno della collettività grazie a rapporti personali inquinati e inquinanti”.