Finisce a  a Erie, in Pennsylvania, la fuga del “killer di Facebook”. È lì che è stato trovato morto Steve Stephens, 37 anni ricercato da tre giorni perché accusato di aver ucciso nel giorno di Pasqua un pensionato a Cleveland, in Ohio, postando poi le immagini del delitto su Facebook. Avvistato dalla polizia, l’uomo si è sparato uccidendosi dopo una breve inseguimento. Lo rende noto su Twitter la stessa polizia. Stephens, operatore di un centro per bambini disagiati ha assassinato il 74enne Robert Goodwin Sr, padre di nove figli. L’uomo ha incrociato Stephens domenica 16 aprile, verso le 14 ora locale, mentre camminava per il quartiere di Glenville.

Poco prima, su facebook, Stephens aveva anticipato le sue intenzioni omicide, incolpando l’ex-fidanzata, tale Joy Lane, delle atrocità che progettava di compiere. “Ho passato tre anni con questa cagna, vorrei non averla mai conosciuta”, ha scritto l’uomo sul social network, “Ho perso tutto quello che avevo al gioco. Non voglio entrare nei dettagli, ma ho raggiunto il limite”. Nel video dell’omicidio si può vedere Stephens in auto che dice di voler trovare qualcuno da uccidere, “proprio questo tipo qui, questo vecchio“. Poi esce dalla macchina e dice a Godwin che Joy Lane “è la ragione” di ciò che sta per succedere. La vittima cerca di spiegare che non sa di cosa stia parlando, ma Stephens spara e lo uccide. Il filmato con l’omicidio è stato rimosso dalla rete, ma in un secondo video Steven Stephens ha raccontato di aver compiuto altri omicidi. Un’affermazione che non risulta confermata dalle autorità.