Virginia Raggi che parla di grandi eventi sportivi a Roma, accanto al presidente del Coni Giovanni Malagò, applaudita da tutto il mondo dello sport riunito al gran completo nella Sala delle armi del Foro Italico. Quasi fantascienza fino a poco tempo fa, dopo il gran rifiuto alle Olimpiadi 2024 e le polemiche che ne erano seguite. Invece è tutto vero. Merito degli Internazionali di tennis 2017 che per la prima volta sbarcheranno al Colosseo per una presentazione in grande stile, come la Federazione chiedeva da anni. E grazie al patto di ferro stretto tra la sindaca e il presidente Fit, Angelo Binaghi (che prevede anche l’impegno per la copertura del Centrale del Foro Italico), il torneo resterà a lungo nella Capitale insieme al suo indotto da 100 milioni di euro, dopo le minacce di trasferimento a Milano per i contrasti con la precedente amministrazione Marino.

È la mossa del Movimento 5 stelle per recuperare rapporti e terreno perduto con le istituzioni sportive. E anche a livello di immagine, per non passare come il “partito del no”, dopo il ritiro della candidatura di Roma 2024 lo scorso autunno. Il primo passo era stato il sofferto via libera al nuovo stadio della Roma. Dopo la collaborazione coi privati è la volta del contatto diretto con l’apparato: la FederTennis di Angelo Binaghi, per l’organizzazione degli Internazionali del Foro Italico, probabilmente la manifestazione sportiva di maggior successo e prestigio nel nostro Paese, su cui il Comitato Olimpico ha un interesse diretto per mezzo della Coni Servizi spa (la società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia che gestisce la cassa dello sport italiano). “Stiamo lavorando in stretta collaborazione con il Coni e la Federazione”, ha spiegato la Raggi. “Ci siamo rimboccati le maniche perché Roma è una città che vuole ospitare questo genere di eventi”.

Una netta inversione di rotta rispetto al recente passato: ultimamente le notizie dal mondo dello sport per la Raggi erano state solo negative. Il ritiro della candidatura italiana ai Mondiali di Rugby 2023, con l’addio al progetto di restauro del Flaminio; lo scippo dell’ultima tappa del Giro d’Italia, promessa a Roma ed assegnata all’ultimo momento a Milano, il rifiuto del Credito sportivo per un finanziamento al Palasport. Incomprensioni dal sapore di ritorsione dopo il no alle Olimpiadi, che oggi sembrano acqua passata. “Il peggio è passato: ora che è diventato chiaro che questa giunta governerà per i prossimi anni, forse anche loro hanno capito che è più utile per tutti collaborare piuttosto che farsi la guerra”, spiegano dal Campidoglio. Il primo a farlo, probabilmente, è stato il numero uno del tennis italiano, Angelo Binaghi. Lui, che curiosamente in passato era stato uno degli acerrimi nemici di Malagò prima di riavvicinarsi al presidente del Coni proprio in nome dell’interesse degli Internazionali, stravede per la sindaca Raggi ed in particolare per l’assessore allo sport (già vicesindaco, prima del passo indietro per la crisi Marra), Daniele Frongia. Almeno quanto non poteva vedere l’ex sindaco Ignazio Marino.

Con la precedente amministrazione la Federazione aveva avuto un pessimo rapporto, culminato nel diniego di utilizzare Piazza del Popolo per il sorteggio dell’edizione 2015. Da allora Binaghi aveva più volte attaccato Marino e paventato di portare via gli Internazionali a Milano, con tutto il loro indotto milionario. Per la Capitale sarebbe stata quasi una catastrofe, dal punto di vista economico e della reputazione. Ora la minaccia è rientrata: “Con questa amministrazione siamo sulla buona strada: ci sono ottime ragioni per ritenere che il torneo non si muoverà dalla Capitale”, conferma. Come Raggi e Frongia abbiano convinto il caparbio presidente della FederTennis è presto detto: innanzitutto concedendo lo scenario dell’anfiteatro Flavio. Il 12 maggio il sorteggio si svolgerà sotto l’Arco di Costantino, due giorni dopo è previsto un evento con le “stelle del tennis” al Colosseo, che Binaghi sognava da anni. Poi c’è la promessa di seguire da vicino il delicato percorso che dovrà portare alla copertura del Campo Centrale, sull’esempio di quanto è già stato fatto a Wimbledon o al Roland Garros. A Roma è tutto più complicato, però: c’è di mezzo anche il Mibact (lo stesso che ha posto il vincolo sull’ippodromo di Tor di Valle). Per questo la Federazione ha bisogno di avere la giunta dalla sua parte: l’obiettivo è sbloccare la situazione nel giro di un paio d’anni. Previsto anche un potenziamento dei trasporti pubblici nella settimana del torneo, con più fermate e più corse in direzione del Foro Italico, in particolare dall’aeroporto di Fiumicino e dalla stazione Termini.

L’alleanza tra la Raggi e Binaghi si basa essenzialmente su disponibilità amministrativa, spazi e visibilità: che al Comune costano zero, ma per la Fit significano sponsor e altri flussi di denaro in entrata. Quest’anno è previsto che il fatturato tocchi la quota di 33 milioni di euro, in ulteriore aumento rispetto alla precedente edizione già da record. Così il Campidoglio si garantisce la permanenza degli Internazionali nella Capitale, che secondo gli ultimi studi valgono un indotto di circa 100 milioni di euro, a fronte di zero spesa per le casse pubbliche. “E neppure un biglietto omaggio concesso all’amministrazione: niente privilegi, siamo un modello da esportare”, conclude Binaghi, già calato nello spirito del Movimento 5 stelle.

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