Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che il 25 aprile vivrà la Liberazione incontrando Dio. Altre considerazioni.

1. Quando Dybala si crede Sivori e gioca quasi come lui, è uno spettacolo. La Juve continua a rendere vane le ottime stagioni di Roma e Napoli, devastando ogni cosa con virulenza inesausta. Higuain può permettersi un fisico da Pacman barbuto, tanto è troppo più forte del contesto che lo circonda. Domani, contro un Barcellona vilipeso sabato da un Malaga qualsiasi, parte col 49% di possibilità. Nel frattempo, come da me vaticinato ad agosto, ha già vinto il 700esimo campionato e la 124esima Coppa Italia di fila. Chi critica Allegri è un Gozi.

2. La Roma continua a vincere, ma Spalletti è sempre più prossimo alla gioia di vivere di Cerqueti. Salah pennella, Fazio ogni tanto segna oltre a lamentarsi dei contratti Rai e Dzeko è bravissimo a segnare quando i gol contano, sì, ma in fondo neanche poi troppo. Un’altra bella stagione da eterna seconda (o terza). Applausi, ma a molti nella Capitale tutto questo non basterà. E Luciano, a maggio, saluterà tutti. Buona fortuna.

3. Vincere con la Lazio è difficilissimo. Farlo a casa sua è ancora più complicato. Esercitare poi una poderosa atarassia gioioso-proletaria come ha fatto ieri sera il Che Gue Sarri è tipico solo dei grandi. Il Napoli del Commodoro Marxista è una gioiosa macchina da spettacolo. Non vincerà niente, ma è come quando giocavi Wimbledon ai tempi del miglior Sampras: si correva per il ruolo di finalista, certi poi lì di vivere quasi sempre l’indicibile mitraglia.

4. #Amala.

5. Ho sempre pensato che Medel fosse il più grande giocatore nella storia dell’umanità, ma dopo averlo visto imitare ieri la foca monaca in occasione del primo rigore del Crotone, penso francamente di averlo sottovalutato: tutti in piedi sul divano (cit). Un campione di grazia e bellezza. Finalmente è tornata l’Inter che ci piace. Sia dunque lode.

5 bis. Sabato 8-0 nel derby. Sei reti di Oriali. Doppietta di Pucci, palo di Severgnini.

6. Se Mandorlini fosse un politico, sarebbe Nardella. E perderebbe al ballottaggio con Scaramacai. La sua idea di calcio ha la modernità dei grammofoni e l’efficacia degli articoli di Facci. Basta, via.

7. La notizia non è che il Crotone adesso possa salvarsi, ma che l’Empoli dopo due punti in dieci partite sia ancora quartultimo. Un po’ come Alfano, che non lo vota nessuno eppure è sempre lì al governo. E ha pure ruoli di primo piano. Mah.

7 bis. Amici empolesi, sul paragone con Alfano scherzavo. E’ una cosa che non direi neanche alla peggior Picierno. Tranquilli.

7 ter. “Peggior Picierno” era una ridondanza. Scusate.

8. L’Atalanta conferma che, quando vinci con “troppi” gol di margine e non ci sei abituato, la settimana dopo ti incarti da solo. Infatti. Anche la Sampdoria spreca una buona chance per allungare il momento d’oro. A tal proposito, vi ricordo che nella vita ci sono tre domande destinate a restare inevase. Esiste Dio? C’è vita su Marte? Babacar è forte o una sòla?

9. Il Milan si ritrova sesto e guadagna punti su Lazio e Atalanta, maciullando uno dei peggiori Palermo di sempre. Eppure nulla c’è da ridere. Per due motivi. Il primo: i due punti lasciati a Pescara, ora, fanno ancora più male. Il secondo: è una squadra che non può prescindere da Suso, Deulofeu, Donnarumma e Romagnoli. Tutta gente che a giugno se ne andrà o che comunque è tutt’altro che certa (e vogliosa) di restare. Povero Milan.

10. In quel tempo, la Luce – all’anagrafe umana Suso – si stancò di illuminare il mondo e smise alfine di brillare. Poi, dopo un mese, disse ai compagni: “Senza di me siete più brutti di Orfini in perizoma” e tornò a illuminare le vite di noi comuni mortali. Ricominciò a danzare con la Bellezza, dribblando le stelle e sfornando assist. Segnò, prese il pane, lo diede ai suoi discepoli. E tutto fu iridescenza. Quando poi la Luce uscì, così ebbe a parlare agli astanti: “In verità vi dico, sabato con l’Inter qualcuno mi tradirà. E quasi sicuramente sarà quel citrullo di De Sciglio“.