Dazi punitivi del 100% contro l’Ue. Dopo la firma dell’ordine esecutivo studiato per demolire l’eredità di Barack Obama nel campo delle politiche ambientali, l’amministrazione Trump muove i primi passi nel delicato settore degli interscambi commerciali con il partner europeo e, stando alle notizie riportate dal Wall Street Journal, comincia muovendosi come il proverbiale elefante nella cristalleria e assestando un colpo all’industria italiana. Washington starebbe valutando l’ipotesi di aumentare la tassazione sull’import della Vespa Piaggio, dell’acqua Perrier (Nestlè, che produce anche la San Pellegrino) e del formaggio Roquefort in risposta al bando Ue sulla carne di manzo made in Usa di bovini trattati con gli ormoni. Dietro la misura ci sarebbero le proteste dei produttori statunitensi, secondo i quali l’Ue non ha aperto abbastanza i propri mercati alla loro carne non trattata con gli ormoni, come prevedeva un accordo del 2009.

Il caso, commenta il Wsj, dovrebbe fornire un primo squarcio sul grado di aggressività che la nuova amministrazione intende adottare nei confronti dei suoi partner commerciali. Già in campagna elettorale Donald Trump aveva attaccato la politica commerciale degli Stati Uniti minacciando più volte di colpire le principali economie mondiali – come la Cina , con la quale tuttavia i rapporti sembrano essersi nel frattempo rasserenati – con pesanti dazi per presunte violazioni dei trattati commerciali.

Il Congresso ha approvato una legge nel 2015 che rende più facile l’applicazione di dazi punitivi: sarà uno tra i primi compiti di Robert Lighthizer – il rappresentante Usa per il commercio estero nominato da Trump – decidere sui super-dazi nei confronti dei prodotti Ue se verrà confermato dal Senato. Il valore delle importazioni sotto esame è relativamente basso, commenta il Wsj ricordando che secondo la World Trade Organization gli Usa possono imporre tali dazi solo su importazioni per un valore di circa 100 milioni di dollari. Tuttavia, già nel Paese è partita una campagna per scongiurare il pericolo dei super-dazi nel settore delle motociclette di piccola cilindrata made in Ue, come la Vespa o le moto da cross prodotte dalla svedese Husqvarna Group e dall’austriaca KTM-Sportmotorcycle.

Da Pontedera si levano le prime preoccupazioni. “Sarebbe una sciagura – dice Graziano Barsotti, delegato Uilm all’interno della Piaggio – nello stabilimento di Pontedera produciamo 15-20mila Vespe l’anno destinate al mercato americano e una sensibile riduzione di questo mercato avrebbe ripercussioni gravissime anche sulla pianta organica della fabbrica : qui alla Piaggio da anni andiamo avanti con i contratti di solidarietà e la mobilità volontaria e lavoriamo appena 7-8 mesi l’anno”. “Per anni ci hanno propinato che la globalizzazione sarebbe stata la soluzione dei problemi, ora ora si torna alla localizzazione – argomenta il segretario provinciale della Fiom Cgil, Marco Comparini – prima ci hanno portato via le produzioni in nome del costo del lavoro sempre più basso, adesso minacciano di portarcele via per trasferirle dove si vendono i prodotti. Purtroppo la politica è completamente supina ai mercati finanziari”.

“Questa situazione – ha detto il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi – è molto preoccupante e necessita di una risposta altrettanto netta, perché è chiaro che certe soluzioni protezionistiche potrebbero innescare un guerra commerciale al ribasso che avrebbe riflessi negativi sui lavoratori ma anche sui consumatori. Inoltre, da anni invito i governi nazionali ad attivare politiche di sostegno alla manifattura italiana, anche se la scarsa attenzione su questo comparto mi pare che continui ad esserci”.

“La qualità non ha frontiere – il commento di Paolo Gentiloni – dazi, protezionismi, chiusure non possono essere barriere che mettono un freno, un muro alla qualità. La qualità è crescita e benessere per tutti”, ha detto il presidente del Consiglio intervenendo alla cerimonia della consegna della nave da crociera Majestic Princess. Da questo punto di vista, Gentiloni ha sottolineato che nell’attività di Fincantieri “c’è la qualità italiana, dobbiamo essere riconoscenti perché coinvolge centinaia e migliaia di piccole e medie imprese italiane”.

Anche Facebook prende posizione contro l’amministrazione Trump: “Il protezionismo per noi è un mezzo disastro – spiega Luca Colombo, country manager di Facebook Italia – sta nella nostra missione rendere il mondo aperto e connesso, per tanti attori di questo settore e tante piattaforme digitali è un controsenso“.

Intanto Pechino conferma il vertice tra Xi Jinping e Donald Trump il 6 e il 7 aprile prossimi a Mar-a-Lago. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha detto che il presidente cinese volerà in Florida dalla Finlandia dove si recherà in visita ufficiale il 4 aprile. Nella sua dichiarazione il portavoce non ha fornito altri dettagli sull’agenda e la logistica dell’atteso summit, il primo tra Xi e il nuovo presidente americano.

Nei giorni scorsi i media americani hanno riportato che Xi non alloggerà nell’esclusivo club di Palm Beach, che Trump ha battezzato “Casa Bianca del Sud”, ma in un altro resort, l’Eau Palm Beach Resort and Spa a Manalapan. Il mese scorso invece il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, e la moglie Akie sono stati ospiti per un intero weekend di Trump a Mar-a-Lago, dopo essere arrivati, insieme al presidente ed alla first lady, in Florida a bordo dell’Air Force One.