“Il nuovo Tempio di Dio, il nuovo incontro di Dio con il suo popolo avrà luogo in posti che normalmente non ci aspettiamo, ai margini, in periferia. Lì si daranno appuntamento, lì si incontreranno; lì Dio si farà carne per camminare insieme a noi fin dal seno di sua Madre”. Papa Francesco arriva alle 15 al Parco di Monza. A bordo dell’auto bianca scoperta percorre l’immenso prato per salutare il milione persone arrivate fin dal mattino presto per partecipare all’appuntamento più importante della sua visita.

Il viaggio di Bergoglio è cominciato proprio da quei lembi estremi di Milano. Alle Case Bianche di via Salomone, il pontefice ha pregato davanti a diecimila persone, assieme alle famiglie del casermone popolare, tra i migranti, i musulmani. Poi in piazza Duomo, il cuore della città. Prima di essere il primo pontefice a varcare il cancello del carcere di San Vittore per pranzare con i detenuti, passando dai bracci dove ancora oggi sono rinchiusi assassini, ladri, corrotti e mafiosi. Gli ultimi, le persone comuni, i dimenticati, gli emarginati, ma anche chi ha sbagliato. Ancora volta, è dedicata a loro l’omelia che Francesco recita durante la messa al Parco di Monza celebrata sotto un sole quasi estivo. Sono lì, in prima fila. Davanti all’enorme palco bianco che accoglie il coro composto dalle parrocchie della Diocesi di Milano. Ci sono le famiglie che tra poco si vedranno assegnare alloggi recuperati. Ci sono i richiedenti asilo ospiti nei centri del Comune gestiti dalle cooperative di Caritas Ambrosiana. C’è la gente comune, gli studenti delle scuole, gli scout, gli anziani e i disabili. Bergoglio prende spunto dal passo del Vangelo sull’annunciazione a Maria per affermare che Dio si manifesta proprio tra loro, “nell’anonimato della casa di una giovane”, e non nei templi. “Ormai – dice Francesco con voce affaticata per la lunga giornata – non sarà più in un luogo riservato a pochi mentre la maggioranza rimane fuori in attesa. Niente e nessuno gli sarà indifferente, nessuna situazione sarà privata della sua presenza: la gioia della salvezza ha inizio nella vita quotidiana della casa di una giovane di Nazareth. Dio stesso è Colui che prende l’iniziativa e sceglie di inserirsi, come ha fatto con Maria, nelle nostre case, nelle nostre lotte quotidiane, colme di ansie e insieme di desideri”. Ed è proprio all’interno “delle nostre città, delle nostre scuole e università, delle piazze e degli ospedali che si compie l’annuncio più bello che possiamo ascoltare: ‘Rallegrati, il Signore è con te!'”. E questo, per il pontefice, è gioia “che diventa solidarietà, ospitalità, misericordia verso tutti”.

E’ proprio la semplicità di questo messaggio, di cui papa Francesco è interprete, che fa presa sui tanti fedeli e non arrivati a Milano e a Monza. “Sono agnostico – racconta Federico – ma volevo esserci perché le sue parole sono concrete. Non parla di teologia. Parla di sentimenti, paure e speranze che ognuno di noi prova nella vita di tutti i giorni. E’ un papa che avvicina e non allontana anche i non credenti”. “La sua attenzione verso i più bisognosi e il suo invito all’accoglienza sono i valori che rispecchiano la mia fede”, dice Sara, arrivata assieme a tre amici da Bergamo.

Bergoglio lascia il Parco di Monza intorno alle 16 e 30, sorvegliato in modo discreto da un imponente servizio di intelligence che ha seguito attimo per attimo ogni suo spostamento durante tutto l’arco della visita nelle due città, dove era alta l’allerta per il rischio di un attacco terroristico. Ma alla fine i dispositivi di sicurezza e per l’assistenza ai partecipanti hanno funzionato alla perfezione. Un’anziana nell’area disabili ha avuto un malore dovuto a un calo di pressione ed è stata immediatamente soccorsa dal personale medico presente in ogni settore. Il deflusso è stato lento ma ordinato. Prima di scendere dal palco papa Francesco ha abbracciato il cardinal Angelo Scola intervenuto al termine della messa. Come ultima tappa del suo viaggio, Bergoglio ha scelto lo stadio San Siro dove ha incontrato i ragazzi cresimandi. Ad accoglierlo ha trovato 80mila persone.