Niente simbolo, candidature azzerate e nuove elezioni online. È un vero e proprio anno zero quello che sta vivendo il Movimento 5 Stelle a Genova, la città di Beppe Grillo. Ed è proprio il fondatore del M5s a scatenarlo con un post pubblicato dal blog. “In qualità di garante del Movimento 5 Stelle, al fine di tutelarne l’immagine e preservarne i valori e i principi, ho deciso, nel pieno rispetto del nostro metodo, di non concedere l’utilizzo del simbolo alla lista di Genova con candidata sindaco Marika Cassimatis“, scrive Grillo lanciando la ripetizione delle Comunarie genovesi – cioè le elezioni online per scegliere i candidati tra gli iscritti – con votazione dalle 10 alle 19.

Il 14 marzo scorso, infatti, Cassimatis era stata indicata come aspirante sindaco pentastellato del capoluogo ligure alle elezioni della prossima primavera dalla maggioranza degli iscritti genovesi del M5s. “Dopo l’esito delle votazioni di martedì – scrive però Grillo sul blog – mi è stato segnalato, con tanto di documentazione, che molti, non tutti, dei 28 componenti di questa lista, incluso la candidata sindaco, hanno tenuto comportamenti contrari ai principi del Movimento 5 Stelle prima, durante e dopo le selezioni online del 14 marzo 2017. In particolare hanno ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del Movimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti”.

Le segnalazioni citate da Grillo non sono altro che il frutto della feroce guerra intestina che si è scatenata nella sua città tra gli iscritti del suo stesso Movimento. Da una parte i grillini duri e puri, quelli guidati da Alice Salvadore, ex candidata alla presidenza della Regione, che avrebbero voluto Luca Pirondini come aspirante sindaco. Dall’altro ci sono i dissidenti, quelli considerati vicini agli esponenti di “Metodo Genova“, la lista civica fondata da Paolo Putti, ex candidato sindaco grillino del capoluogo ligure. Putti era uscito dal Movimento alcune settimane fa, portandosi dietro quattro consiglieri comunali – su cinque – e fondando una lista che si ispira chiaramente a quella creata da Federico Pizzarotti a Parma. E ci sarebbero proprio gli scissionisti grillini dietro l’elezione di Cassimatis alle comunarie: su Rousseu per lei avevano votato 362 iscritti, mentre Pirondini si era fermato a 332 voti.

Una sconfitta che il candidato vicino alla Salvadore  non ha digerito. “Chiedo che vengano resi pubblici i nomi e numeri dei votanti. Sono certo che persone che da mesi sostengono deliberatamente altre liste non siano state decisive nella votazione, perché è evidente che chi da mesi sostiene altre liste non avrebbe nemmeno dovuto votare. Ok la democrazia, ma far scegliere i propri candidati ad avversari politici solo perché ancora abilitati al voto online mi parrebbe un tantino eccessivo”, aveva dichiarato ieri Pirondini al Secolo XIX, inaugurando 48 ore di veleni sui social. Un continuo scambio di battute al vetriolo con Annalisa Allazetta, madre proprio della Salvadore, tra le più attive contestatrici della Cassimatis. A tre giorni da quel voto, dunque, ecco la decisione di Grillo.

“Apprendo ora che la mia lista, ancora fantasma in quanto non pubblicata, uscita vincitrice da una votazione democratica, è stata sconfessata da Beppe Grillo. Ne prendo atto”, ha scritto Cassimatis sulla sua pagina facebook, mentre il fondatore del M5s  sottolinea che”questa decisione è irrevocabile. Se qualcuno non capirà questa scelta, vi chiedo di fidarvi di me. Non ho nessun interesse se non il bene del Movimento 5 Stelle. Non possiamo permetterci di candidare persone su cui non siamo sicuri al 100%. Vi garantisco che non accadrà, né a questa tornata delle comunali, nè alle politiche. Le nostre selezioni rispetteranno il voto online, ma saranno rigorose. Non c’è più spazio per chi cerca solo poltrone”. E dopo aver predicato fiducia per la sua scelta, Grillo chiede agli iscritti di scegliere. “Rimetto a tutti gli iscritti certificati del Movimento 5 Stelle la decisione se non presentare nessuna lista per le elezioni comunali di Genova o se presentare la lista, arrivata seconda per un distacco di pochi voti, con Luca Pirondini candidato sindaco. Non lasciamo la mia Genova senza questa possibilità”. Sì perché il rischio è proprio questo: che il M5s non si presenti alle elezioni proprio nella città del suo leader.