“Un passo indietro per consentire a Gentiloni di proseguire il cammino senza questo peso addosso”. È quello che il ministro Luca Lotti, indagato nell’inchiesta su Consip, avrebbe dovuto fare secondo Michele Emiliano, presidente della Puglia e candidato alla segreteria del Pd. “Normalmente chi fa parte di un organismo collegiale o ha responsabilità così importanti evita di mettere i governi in una condizione di tale difficoltà, evita di costringere addirittura un Parlamento a intervenire sulla vicenda e risolve il problema diversamente” ha detto Emiliano a margine di un evento a Milano, nel giorno in cui il Parlamento deve discutere la mozione di sfiducia presentata dal M5S contro Lotti. L’aspirante segretario democratico ha parlato di “situazione paradossale”, in cui il ministro e l’amministratore delegato di Consip Luigi Marroni, “due importantissime personalità nominate dal governo”, sostengono sul caso due versioni in contrasto: “O mente uno, o mente l’altro”.