Da Milano a Napoli passando per Roma. L’Italia delle donne scende in piazza per il primo sciopero generale dell’8 marzo. La rete “Non una di meno” ha lanciato un appello alla mobilitazione e all’astensione dal lavoro per scendere in piazza in difesa dei diritti e contro la violenza. La presidente della Camera Laura Boldrini ha fatto mettere le bandiere a mezz’asta a Montecitorio per ricordare tutte le vittime di femminicidio e i loro orfani. Sul tema si è espresso anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Quella del femminicidio è ormai in Italia un’emergenza sociale tragica e inquietante”, ha dichiarato nel suo discorso per le celebrazioni. E ha quindi aggiunto: “Abbiamo l’obbligo di rimuovere tutti quegli ostacoli di natura economica, sociale e, purtroppo, di abito mentale, che ancora impediscono a tante donne di raggiungere livelli apicali e parità di retribuzione”.

Video di Giulia Zaccariello

Da Mattarella alla Boldrini, la solidarietà della politica – Il Capo dello Stato per l’occasione ha letto un discorso su discriminazione di genere e diritti in Italia. Dopo aver ricordato che il potere della voce delle donne spaventa i violenti, ha spiegato che “proprio per questo quella delle donne è una voce che dovrebbe essere amplificata, sostenuta e più ascoltata”. Mattarella ha lanciato quindi un appello “all’altra metà della popolazione italiana, quella maschile”: “Anche gli uomini devono sapersi mettere in discussione e rinunciare ad ogni forma di riserva mentale”. Noi tutti, ha aggiunto il presidente, “dobbiamo fornire un appoggio reale e incondizionato, nella lotta alle diseguaglianze, ai pregiudizi, alle discriminazioni e, a maggior ragione, quando si manifestano sopraffazione e violenza”. La presidente della Camera Boldrini, in una nota, ha invece invocato una società più giusta: “Un futuro diverso per noi donne vuol dire una società più giusta, più ricca, più progredita per tutti. Deve cessare lo spreco di talenti e di risorse culturali, professionali, civili che le donne possono dare a se stesse e alla collettività. L’otto marzo, con le iniziative di mobilitazione che quest’anno lo caratterizzano, è la giornata in cui far sentire più forte questa determinazione”.

Cortei in tutta Italia, da Milano a Bologna. Usb: “Grande successo”-  Tanti i cortei organizzati nel corso della giornata. Il primo è stato quello di Milano, aperto dallo striscione dei collettivi studenteschi con la scritta Le strade libere le fanno le donne che le attraversano”. A Bologna più di mille persone si sono radunate in piazza Maggiore, tra loro: le lavoratrici della scuola, di Trenitalia, della Fiera di Bologna, dell’Interporto e di varie biblioteche. Presenti anche associazioni femministe e del mondo Lgbtqia. La manifestazione, che oltre a Bologna coinvolge “70 città italiane e 55 Paesi, per dire ‘no’ alla violenza maschile sulle donne”, e che culminerà con il corteo in programma alle 18, è anche l’occasione per rilanciare la piattaforma politica ‘8 punti per l’8 marzo’, con cui la rete ‘Non una di meno’ intende “esprimere il rifiuto della violenza di genere in tutte le sue forme: oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e transfobia”. Secondo il sindacato Usb, la mobilitazione è stata un successo: “Forte l’adesione nel trasporto pubblico locale, in quello aereo, in tante aziende del commercio, dei servizi, dell’industria, della sanità e della scuola, compresi nidi e materne. Grande la presenza in piazza in molte città, in particolare a Milano, dove si sta svolgendo una enorme manifestazione, con oltre 20mila persone, attraverso le vie della città e dove si è svolto un blitz di Usb contro gli obiettori all’ospedale Fatebenefratelli“.

Sciopero di 24 ore a Roma – Stop a bus, tram, metro e linee ferroviarie. Ma anche scuole chiuse, possibili disagi negli ospedali, cortei e manifestazioni in tutta la città. Una giornata di passione per lo sciopero generale nazionale proclamato dai sindacati Usi, Slai Cobas, Cobas, Confederazione dei Comitati di Base, Usb, Sial Cobas, Usi-Ait, Usb, Sgb, Flc e Cgil in concomitanza con la Festa della donna. Lo scioperò riguarda bus, tram e metropolitane gestite da Atac, le ferrovie le ferrovie Roma-Civitacastellana-Viterbo e Roma-Lido e le linee periferiche gestite dalla società Roma Tpl. Sono previste delle fasce di garanzia: oltre a quella di stamani che si è svolta fino alle 8.30, c’è quella dalle 17 alle 20. Ritardi e disagi saranno possibili anche per quanto riguarda il trasporto ferroviario: Trenitalia ha comunicato che problemi e cancellazioni, ad eccezione delle Frecce. Possibili disagi anche per quanto riguarda la scuola, le università, gli enti pubblici di ricerca. Stop anche per i dipendenti delle aziende pubbliche e private del servizio sanitario nazionale aderenti a Cub-Sanità. A ogni donna la facoltà di scegliere se lavorare o meno.