Dopo gli annunci fatti a dicembre, il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha iniziato le pulizie. Dal 6 marzo 2017, a rappresentare l’associazione per i temi legati ai rifiuti e all’energia non c’è più Filippo Bernocchi, l’avvocato pratese in quota An e poi Fi che aveva quel ruolo da oltre dieci anni, nonostante le ombre di conflitti di interesse come raccontato da ilfattoquotidiano.it. Da una delle persone più potenti dell’associazione, in passato anche presidente del cda di Ancitel Energia &Ambiente, società a maggioranza privata da fine 2013 che riceveva affidamenti diretti da Anci, la poltrona è ora passata al sindaco Pd del piccolo comune salentino di Melpignano, Ivan Stomeo. 45 anni, primo cittadino dal 2010, Stomeo era il candidato alla presidenza Anci dell’associazione Comuni Virtuosi: a lui, dopo l’elezione, Decaro aveva promesso un ruolo nella nuova compagine del “sindacato” dei municipi.

Raccolta differenziata: il dossier più caldo
“Porterò avanti la filosofia basata sulla sostenibilità ambientale e i territori propria dei Comuni virtuosi e dell’associazione Borghi autentici di cui sono presidente. Il 70% dei Comuni italiani è rappresentato da piccole comunità, che oggi non hanno vita facile ma sono in grado di dare una risposta immediata ai problemi”, spiega Stomeo. “È il simbolo di molte buone pratiche attuate a livello territoriale, dalle politiche di gestione virtuosa dei rifiuti alla promozione delle rinnovabili. Stomeo ha avviato nel suo comune la raccolta differenziata porta a porta, azioni per ridurre i rifiuti, e ha lanciato una cooperativa di comunità per installare pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni del paese, con benefici per tutta la collettività”, dice di lui Decaro. Ma la nomina apre anche a possibili cambiamenti nel sistema di gestione della raccolta differenziata in Italia, che si regge su un Accordo quadro quinquennale tra Anci e il Consorzio nazionale degli imballaggi. Quest’ultimo secondo la legge dovrebbe coprire i maggiori costi sostenuti dagli enti locali per raccogliere gli imballaggi  in maniera separata, ma la stessa Antitrust ha certificato nel 2016 che i 438 milioni di euro versati da Conai l’anno precedente ripagano solo il 20% della spesa sostenuta dalle pubbliche amministrazioni. Se Conai continua a considerare le annotazioni dell’Autorità “infondate, perché per raccogliere gli imballaggi, pari a solo un quarto dei rifiuti urbani, noi versiamo agli enti locali 115 euro a tonnellata su una spesa totale di 190 euro”, la stessa associazione Comuni virtuosi denuncia dal 2013 l’insufficienza dei corrispettivi dati ai Comuni. È il dossier più caldo che attende Stomeo: “Mi aspetto che, come tutti i sindaci che sto scegliendo come delegati, Ivan Stomeo faccia gli interessi dei Comuni, in particolare dei più piccoli, quelli più in difficoltà”, dice Decaro a ilfattoquotidiano.it a poche ore dalla formalizzazione della nomina. Un atto anticipato a dicembre, e arrivato dopo oltre tre mesi: “Non è stato facile individuare le persone giuste, in questi mesi ho dato spazio a una fase di ascolto”, minimizza il presidente, anche se le resistenze in realtà sono state pesantissime.

Stop agli affidamenti diretti
E qualche cambiamento dovrà arrivare anche per quanto riguarda le attività svolte con affidamento diretto per conto dell’associazione da Ancitel Energia&Ambiente, la società di cui Anci detiene, attraverso la sua controllata Ancitel, il 10% delle quote, mentre il restante 90% è in mani private. In particolare, l’azienda gestisce la preziosa banca dati Anci-Conai sulla raccolta differenziata nei comuni, in cui confluiscono i numeri sensibili e di interesse pubblico sulla qualità e la quantità dei rifiuti, ma soprattutto quelli sui flussi economici generati. “Io suggerisco ad Ancitel di cedere le quote di AE&A, poi dovrà decidere il consiglio di amministrazione. In ogni caso, per il 2017 non è stata rinnovata la convenzione con Anci in base alla quale l’azienda ha gestito con affidamento diretto la banca dati fino al 31 dicembre 2016”, assicura Decaro. E a fine gennaio 2017 una circolare dell‘Autorità Anticorruzione ha sgombrato il campo da ogni dubbio: “L’Anci e i pertinenti enti strumentali risultano assoggettati alla disciplina sugli affidamenti pubblici”.

Così, se l’associazione dei Comuni darà retta a Cantone, non potrà più verificarsi quello che è accaduto nelle trattative per un altro accordo quadro, quello tra l’Anci e i consorzi che gestiscono i rifiuti elettrici ed elettronici, rappresentati da un apposito Centro di coordinamento. Durante l’approvazione del bilancio 2015 di quest’ultimo ente il 7 aprile 2016, l’avvocato Yuri Nadelreich ha messo a verbale accuse pesanti: “Anci ha esercitato forti pressioni affinché l’accordo prevedesse anche la scelta della società alla quale affidare l’incarico per lo svolgimento delle attività. Anci ha preteso che il suddetto accordo prevedesse l‘affidamento di detti servizi ad Ancitel Energia & Ambiente Spa, azienda di diritto privato il cui presidente del Consiglio di amministrazione è un rappresentante di Anci stessa”. Cioè, l’allora delegato ai Rifiuti ed energia e allora presidente dell’azienda Filippo Bernocchi.