Più del 63% delle 191mila aziende ispezionate lo scorso anno da ministero del Lavoro, Inps e Inail sono risultate irregolari. E nel complesso sono stati accertati contributi e premi evasi per oltre 1,1 miliardi. Ma, per quanto riguarda l’uso dei voucher, nell’intero anno le violazioni rilevate sono state solo 2.700 da parte di 2.210 imprese, 284 delle quali dopo l’8 ottobre quando è entrato in vigore il decreto sulla tracciabilità, cosa che secondo il ministero “equivale a un sostanziale rispetto dell’obbligo”. Nell’ultimo trimestre, si legge, “risultano mediamente diminuite di oltre il 70% le irregolarità riscontrate per l’utilizzo di voucher in numero non proporzionale alle ore effettivamente lavorate”.

I dati sono in effetti molto bassi, se si considera che lo scorso anno sono stati venduti 134 milioni di buoni lavoro. Va ricordato però che lo strumento stesso rende difficile scoprire gli abusi: come ricordato dal patronato Inca della Cgil nel dossier “Voucher: ‘buoni’ per oscurare lavoro e tutele, presentato martedì, è facile per il datore di lavoro – nel corso di un’ispezione o se il lavoratore si fa male – “tirare fuori dal cassetto il ticket di 10 euro per la copertura assicurativa, precedentemente acquistato e non utilizzato e dimostrare, in questo modo, di essere in regola con la legge”.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, presentando i dati del rapporto annuale dell’Ispettorato nazionale del lavoro sull’attività di vigilanza del 2016, ha spiegato che nel complesso i lavoratori trovati non in regola sono stati 186.027, 62.106 dei quali totalmente in nero. I controlli si sono concentrati in particolare sul contrasto al lavoro sommerso, erogando più di 43mila sanzioni con un incremento del 3,6% rispetto al 2015. Per la prima volta poi, grazie alla nuova normativa, gli ispettori hanno agito per contrastare il caporalato, effettuando in agricoltura 8.042 ispezioni e riscontrando un tasso di irregolarità superiore al 51%, con 5.512 lavoratori irregolari di cui quasi 4mila in nero. Sono stati adottati 349 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Oltre al lavoro nero e al caporalato le ispezioni hanno individuato diversi illeciti nell’ambito delle esternalizzazioni, con un incremento del 39%. Tra le cooperative, su un totale di 3.954 ispezionate 2.106 sono risultate irregolari, di cui 585 (pari al 44%) tra le iscritte e 1.521 (pari al 58%) tra quelle non iscritte ad alcuna associazione di categoria rappresentativa.

Poletti ha sottolineato che grazie all’ispettorato nazionale unico che mette insieme le forze di ministero, Inps e Inail “limiteremo gli accessi plurimi nelle stesse aziende, riducendo così gli elementi di disagio per le imprese”. Rispetto al numero degli ispettori, leggermente in calo rispetto all’anno precedente, ha detto che nell’ambito della riforma Madia “è giusto che il tema del lavoro e della sicurezza venga inserito nelle priorità rispetto a un aumento delle forze in campo”.