Tassisti sulle barricate contro un emendamento al decreto Milleproroghe che, è la loro accusa, favorisce il noleggio con conducente e i servizi di mobilità basati su piattaforme online come Uber. Sono durate tutto il giorno,a Roma, Milano e in altre città le proteste per l’approvazione della proposta a prima firma Linda Lanzillotta (Pd), che rimanda al 31 dicembre 2017 il termine entro cui il ministero dei Trasporti deve emanare il provvedimento contro l’esercizio abusivo del servizio taxi e Ncc. Di conseguenza viene sospesa l’efficacia dell’articolo della legge quadro del 1992 (modificata nel 2010) che affronta questo aspetto. Rinviato anche il “divieto di sosta in posteggio di stazionamento su suolo pubblico nei comuni ove sia esercito il servizio di taxi”: vale a dire che le auto che fanno di servizio Ncc continueranno a non essere obbligate a tornare in rimessa tra una corsa e l’altra. Si tratta dell’undicesima proroga consecutiva, motivata, riferiscono i tecnici del Senato, dai “timori per la limitazione della libertà di concorrenza nel settore che la sua applicazione avrebbe comportato”. Già nel 2015 l’Autorità di regolazione dei trasporti ha chiesto al Parlamento di intervenire sulla materia, consentendo anche i servizi come Uber e rendendo più facile la circolazione degli Ncc.

Prima e dopo il voto di fiducia sul decreto nell’aula di Palazzo Madama, arrivato alle 13:30, sono andate in scena proteste e blocchi del servizio taxi in tutta Italia e il garante degli scioperi ha annunciato che aprirà un procedimento per valutare se le manifestazioni, decise senza preavviso, siano legittime. Il Codacons ha denunciato “gravissimi disagi” ai danni degli utenti e ha fatto sapere che depositerà un esposto urgente alle procure della Repubblica di Roma, Milano e Torino.

Ci sono stati anche momenti di tensione: a Fiumicino, in mattinata, due vigili sono stati investiti da un autista di Ncc e un tassista è stato travolto dopo una lite con due colleghi. Nessun commento dal governo, ma il ministero dei Trasporti ha convocato un incontro per martedì prossimo, 21 febbraio, e il ministro Graziano Delrio ha detto che “è vero che abbiamo approvato l’emendamento ma ora vogliamo aprire un tavolo per vedere come ragionare e dare un quadro complessivo, discutendone insieme”. Intanto il senatore Pd Stefano Esposito, vicepresidente della Commissione Trasporti di Palazzo Madama, ha affermato che “i tassisti hanno ragione a protestare” e “evidentemente nell’inserire l’emendamento Lanzillotta nel Milleproroghe c’è stata disattenzione da parte di tutti, di cui anch’io mi assumo la responsabilità”. “Sono convinto”, ha continuato, “che quando il Milleproroghe arriverà alla Camera per il secondo passaggio si troverà una soluzione nonostante i tempi stretti. E se la soluzione non si troverà, si dovrà fare un provvedimento ad hoc per correggere la situazione”. Dalla parte dei tassisti pure il M5s: secondo il deputato Danilo Toninelli “protestano contro il Pd che invece difende multinazionali come Uber e Ncc che lavorano senza licenze“. “Il governo non può prendere in giro e massacrare i lavoratori, in questo caso i tassisti”, ha aggiunto il segretario della Lega Matteo Salvini. “Il mio sostegno a chi tutti i giorni è in strada a fare il suo lavoro a rischio di aggressioni e senza nessuna certezza”.

A Roma i conducenti, che già dal 2014 si oppongono alla diffusione di servizi come Uber, hanno manifestato lungo corso Rinascimento, dove la circolazione è stata fermata e le linee del bus deviate. In tutta la Capitale, compresi gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, il servizio è stato bloccato, così come alla Stazione centrale di Milano. A Firenze, stando al sindacato, il 90% delle macchine è rimasto fermo. Proteste contro quella che viene definita “sanatoria pro Uber” sono andate in scena anche a Torino, dove gli autisti sono stati in presidio autorizzato davanti a palazzo civico dalle 9 alle 13. Per il 21 febbraio è già prevista un’assemblea nazionale della categoria per decidere iniziative di protesta. Federico Rolando, portavoce nazionale di Federtaxi, ha anticipato che “panorami prossimi di lotta verranno stabiliti durante l’assemblea di categoria prima del passaggio definitivo in Parlamento. I tassisti aspettano da settembre 2015 il promesso tavolo sulla legge delega concordato con il governo”. Secondo il rappresentante di Usb taxi Riccardo Cacchione la norma “comporta una sorta di deregolamentazione del servizio di noleggio con conducente. Se passa, le limitazioni territoriali per gli Ncc saranno fortemente ridotte”. Per Alessandro Genovese di Ugl taxi “questa è una sanatoria pro Uber e pro abusivi”.

L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha chiesto informazioni urgenti alle Prefetture dei capoluoghi di Regione sulle manifestazioni dei conducenti che starebbero “pregiudicando i diritti dei cittadini utenti”. In particolare, “qualora tali manifestazioni dovessero apparire contrarie alle norme relative all’esercizio del diritto di sciopero (tra l’altro con riguardo al preavviso, la durata, l’informativa all’utenza, la garanzia dei servizi minimi), l’Autorità aprirà un procedimento di valutazione, anche al fine dell’adozione delle relative sanzioni“. Il Codacons depositerà un esposto urgente alle procure della Repubblica di Roma, Milano e Torino, chiedendo di aprire una indagine sulla protesta alla luce delle possibili fattispecie di interruzione di pubblico servizio e blocco stradale. “Ciò che sta avvenendo in queste ore è gravissimo e intollerabile – spiega l’associazione dei consumatori in una nota – Senza alcun preavviso gli utenti sono stati privati di un servizio pubblico, con immensi disagi per i cittadini che in diverse città non riescono a reperire un taxi”. Per il Codacons si tratta di “una protesta assurda perché coinvolge e danneggia gli utenti, che non hanno alcuna responsabilità, e che potrebbe realizzare ipotesi penalmente rilevanti”.

“Non si tratta di una sanatoria, ma di colmare un vuoto normativo e favorire forme di trasporto innovativo come la sharing economy”, aggiunge Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “La normativa attuale è antidiluviana ed impedisce qualunque forma di concorrenza e di innovazione. Ecco perché il legislatore, per una volta, dovrebbe non farsi condizionare dalle solite proteste di piazza dei tassisti e fare il proprio dovere. Nessuna norma danneggia i tassisti. Vanno semplicemente regolamentati i Servizi tecnologici per la mobilità che consentono di intercettare una nuova domanda di servizi. I giovani, infatti, utilizzano poco i taxi e preferiscono le piattaforme di sharing. Si tratta, quindi, di ampliare l’offerta, per intercettare una nuova domanda, che altrimenti resterebbe inevasa”, conclude Dona.

L’Unione chiede l’individuazione nelle regioni degli ambiti territoriali di riferimento per tutti i servizi di trasporto di passeggeri non di linea, la possibilità di praticare sconti e cumulare licenze, l’eliminazione per il servizio di noleggio con conducente dell’obbligo di rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio e la previsione, per servizi come Uber, di requisiti di idoneità del guidatore e del veicolo, assicurazione per responsabilità civile aggiuntiva, conducente con più di 21 anni e almeno 3 anni di guida, nessun provvedimento di sospensione della patente, riconduzione al regime del lavoro occasionale delle prestazioni dei conducenti non professionisti.
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