Un massacro inventato di sana pianta, mai avvenuto e sconosciuto ai più solo perché “la stampa non ne ha mai parlato“. Potrebbe essere uno dei tanti memi che circolano sui social network per ipotizzare teorie complottistiche sull’attività dei mezzi di comunicazione di massa. Potrebbe, perché in realtà è qualcosa di più serio. A parlare di una strage mai compiuta da terroristi islamici è stata infatti Kellyanne Conway, che di professione fa la consigliera del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

In una intervista con la MsNBC, infatti, Conway (nella foto alle spalle di Trump) ha citato il “massacro di Bowling Green” per giustificare l’ordine esecutivo del presidente Trump che blocca l’entrata su suolo americano dei cittadini provenienti da sette paesi a maggioranza islamica. La consigliera ha citato il massacro di Bowling Green anche per replicare al comportamento di oltre un migliaio di diplomatici Usa che hanno espresso il loro dissenso contro l’ordine di Trump. Solo che fino a quel momento nessuno aveva mai sentito parlare di quella strage. Neanche il giornalista che infatti ha chiesto informazioni supplementari alla Conway. La donna ha giustificato il fatto che nessuno avesse mai sentito alcuna notizia sull’avvenimento con un semplice: “la stampa non ne ha mai parlato“.

Celebre per aver coniato l’espressione “fatti alternativi” a proposito delle folle oceaniche che sarebbero accorse alla cerimonia di insediamento di Trump, la consigliera ha sostenuto nell’intervista che “l’amministrazione Obama aveva imposto una messa al bando di sei mesi sul programma di accoglienza di profughi provenienti dall’Iraq dopo che due iracheni arrivati negli Usa si erano radicalizzati ed erano diventati i cervelli del massacro di Bowling Green”.  Un episodio mai citato prima. “Quasi nessuno lo sa perché i media non ne hanno parlato”, ha sottolineato ancora l’ex manager della campagna Trump. Per la verità, però, i media non hanno mai parlato della strage di Bowling Green per il semplice fatto che una avvenimento simile non si è mai verificato.

Probabilmente Kellyanne si riferiva all’arresto nel 2009 di due profughi iracheni residenti a Bowling Green per aver tentato di mandare soldi e armi a ribelli in Iraq. In seguito agli arresti, i controlli sui richiedenti asilo dall’Iraq erano stati intensificati per sei mesi, ma centinaia di iracheni furono ugualmente ammessi negli Usa durante quel periodo. Ovviamente “l’infortunio” di Conway è subito diventato virale sul web, e infatti la consigliera ha dovuto fare un mezzo passo indietro: “Volevo dire i terroristi di Bowling Green”, si è giustificata con scarso successo. L’hashtag #BowlingGreenMassacre , infatti, è entrato tra i trend topic su Twitter e in rete è addirittura comparso un sito, BowlingGreenMassacreFund.com: quest’indirizzo, però, è collegato alla pagina dell’American Civil Liberties Union che sta raccogliendo fondi per le battaglie legali contro l’ordine di Trump. Come dire: oltre al danno la beffa.

E mentre la consigliera del presidente inventava di sana pianta massacri commessi da islamici, la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, che ha una maggioranza repubblicana, ha approvato la norma per abolire i controlli su persone con disturbi mentali che vogliono acquistare armi. La legge varata negli ultimi giorni dall’amministrazione Obama, infatti, limitava l’accesso all’acquisto di armi da fuoco alle persone con disturbi psichiatrici, prevedendo la condivisione di informazioni fra la Social Security e il sistema nazionale per i controlli sulle armi. Adesso, invece, si torna al passato: anche chi ha disturbi mentali potrà comprare la sua pistola. Senza controllo. E questa, purtroppo, è una notizia vera.