Un forte sconto per incentivare la sottoscrizione delle nuove azioni, ma meno forte di quanto si poteva supporre. Unicredit ha alzato definitivamente il velo sulle condizione della maxi ricapitalizzazione da 13 miliardi di euro che prenderà il via lunedì 6 febbraio per chiudersi entro il 10 marzo. Le azioni verranno collocate a 8,09 euro (0,01 euro a titolo di capitale e 8,08 euro a titolo di sovrapprezzo), vale a dire con uno sconto del 38% circa rispetto al Terp, il prezzo teorico ex diritto. Lo sconto pare in linea con le attese del mercato, dove veniva indicata una forchetta tra il 30 e il 40%, anche in ragione del fatto che si tratta della terza volta in pochi anni che Piazza Gae Aulenti bussa a denari e che questa volta si tratta davvero di una maxi-operazione.

Così si è reso necessario un forte incentivo per suscitare l’interesse di nuovi e vecchi azionisti (l’aumento è con diritto d’opzione, in ragione di 13 nuove azioni ordinarie ogni 5 azioni ordinarie o di risparmio possedute). Ma a giudicare dal clima di sfiducia che si respira sul sistema bancario italiano, lo sconto avrebbe potuto essere ben superiore del 38% se l’operazione non avesse raccolto forte interesse nel corso del roadshow internazionale e non partisse con il pieno supporto di un consorzio di garanzia che si è impegnato a sottoscrivere integralmente l’eventuale inoptato. Come recita il comunicato di Unicredit, il contratto di garanzia è stato appunto sottoscritto mercoledì 1 febbraio.

L’istituto guidato da Jean Pierre Mustier sottolinea come l’aumento di capitale consentirà il mantenimento dei requisiti patrimoniali della banca a seguito dell’implementazione delle azioni del piano strategico 2016-2019, “che prevede misure incisive con riferimento a problematiche ereditate dal passato”. Confermati gli obiettivi finanziari previsti dal piano e, in particolare, “l’obiettivo di portare il Cet1 ratio al di sopra del livello del 12,5%”, in linea con le indicazioni date a dicembre. Confermato anche il piano per la cessione di un portafoglio da 17,7 miliardi di sofferenze lorde a Pimco e a Fortress, operazione che si concluderà entro la fine dell’anno. Intanto a Piazza Affari il titolo Unicredit ha terminato la seduta in un clima di ottimismo con un rialzo superiore al 5% in attesa della diffusione dei dettagli dell’aumento.