Ho rivissuto l’esperienza che anni addietro avevo già fatto con altri territori per promuoverne le loro peculiarità. Ma mai mi ero sentito dire da uno svizzero una cosa così perentoria, dopo aver visitato lo stand dedicato a Matera, Trani e Nardò/Galatone: “Noi siamo la Confederazione Elvetica… ma voi siete la Confederazione della Bellezza”.

Eh sì, quando si va in giro all’estero l’Italia diventa una nazionale imbattibile. A salutare il convoglio partito dalla Puglia era stato Emiliano che aveva benedetto la missione con un “Bravi”. Ci siamo detti: con questi tre luoghi abbiamo fondato la Trilateral del turismo sostenibile, testiamola sul Lago di Costanza, a San Gallo, dove Svizzera, Austria e Germania si mischiano i confini. Anche il nome della fiera del Turismo Grenzenlos ci mostrava buoni auspici, ma mai potevamo immaginare due fattori.

Il primo 38.000 visitatori in tre giorni, il secondo: il freddo (la massima -8 gradi). In verità dai salentini scesi dal furgone a Bisceglie si era udito un “mamma ce friddu ca faci”, ma eravamo a 10 gradi alle 9.00 di sera. In Svizzera poi, nessuno ha più parlato… troppo pericoloso e poteva essere fatale per le parole che congelavano col fiato. Ma gli eroi hanno resistito e anzi hanno tenuto testa all’esercito soverchiante dei visitatori che a frotte li assalivano per bere vino, mangiare friselle e sgranocchiare taralli. Gli eroi, tutti giovani, si muovevano nella performance pretesa dai riti di fiera come se non avessero fatto altro nella vita.

I nomi, quelli nostri, Marco Gabellone (38 anni e fa un vino che ha stravolto gli svizzeri, uvaggio primitivo e negramaro gradi da un minimo di 14,5 a 16,5 dai nomi esplicativi lu brigante, fumu gnuru). Donato e Federica somministravano quello con altri nomi epici: Guercio, Anteus, Porto selvaggio. I nomi sono già un racconto, che gli svizzeri hanno subito interpretato, grazie a Roberta che, conoscendo 4 lingue e due dialetti svizzeri si muoveva come fosse una di casa ricevendo i complimenti anche dalla direzione della fiera. E ancora Paola che con un tedesco con accento bavarese (vissuta da piccola 12 anni a Monaco), ha affascinato tutti con il suo BnB in una villa Moresca da favola tra Nardò e S.Maria al Bagno. Eroi, sì! Eroi italiani autentici, che sanno raccontare, affascinare e stupire. Come Chiara e Francesca con il loro itinerario archeologico tra Trani e Matera e il loro Romeo un cucciolo che è subito diventato la mascotte della fiera. Insomma un Sud che vale e che riesce a far valere l’Italia.

In queste fiere dove avevano sempre primeggiato Emilia, Toscana e Veneto, la trilateral sostenibile ha battuto tutti, lasciando, come sempre a bocca aperta visitatori e player del settore. La fiera ha chiesto all’Udis.ch (Unione di Italiani e Svizzeri) che ha organizzato la presenza di queste mete del sud – sottolineiamo, senza finanziamenti pubblici -, di organizzare nella prossima edizione il padiglione denominato: Apulien-Verband der Schoenheit, ovvero Puglia, Federazione della Bellezza, che sarà ospite d’onore nell’edizione della fiera del 2018. Generalmente l’ospite d’onore in queste grandi fiere è una nazione o un continente, quest’anno era la Spagna. La Puglia ha stappato questo privilegio grazie ai nostri giovani eroi. La trilateral sostenibile ha funzionato, eccome. E un grazie a tutti questi ragazzi, temerari, che si sono lanciati in questa avventura riportando a casa successo e complimenti, è dovuto. Però? Ci friddu ca faciva.