Martin Schulz sfiderà Angela Merkel alle prossime elezioni in Germania. Il presidio del Partito socialdemocratico tedesco (Spd) lo ha nominato ufficialmente e all’unanimità presidente del partito e candidato alla cancelleria. Una scelta annunciata, dopo che il 24 gennaio, con una mossa clamorosa, il vice-cancelliere Sigmar Gabriel gli aveva di fatto lasciato il testimone ritirando la sua candidatura e rinunciando anche alla presidenza del partito. Una novità salutata con un improvviso ottimismo dai sostenitori socialdemocratici, che vedono in Schulz quel rinnovamento a lungo auspicato, dopo anni di ‘Grosse Koalition‘ in cui l’Spd  ha fatto da comprimaria ai tre governi Merkel. Il neo-candidato, in un’intervista a Der Spiegel di venerdì, ha chiaramente detto di correre “per diventare cancelliere” e non per diventare il nuovo vice della leader dell’Unione cristiano-democratica (Cdu). Ma un’alternativa a una nuova alleanza sembra difficilmente praticabile.

La candidatura del 61enne Schulz parte da lontano, quando il 24 novembre scorso l’allora presidente del Parlamento europeo annunciò di non volersi presentare per un terzo mandato e di volersi invece candidare con l’Spd in Germania. Dopo passi indietro, tira e molla con Gabriel, alla fine sarà lui lo sfidante della Merkel: una decisione che sarà formalizzata il 19 marzo, nel corso di un congresso speciale del partito. “Se ora mi presento fallisco io, e con me l’Spd. Martin Schulz ha più chance alle elezioni”, aveva spiegato allo Stern l’ormai ex presidente dei socialdemocratici. In una riunione del gruppo parlamentare del 24 gennaio Gabriel avrebbe poi precisato il motivo della sua scelta: “Tutti i sondaggi hanno mostrato che gli elettori non vogliono più una grande coalizione, ma nella testa delle persone io sono proprio quella. Ecco perché Schulz è l’uomo giusto”, ha detto secondo alcuni partecipanti citati dalla Dpa, l’agenzia di stampa tedesca.

Dall’annuncio del passaggio del testimone, l’Spd ha in effetti già segnato 500 nuovi tesseramenti, secondo quanto ha scritto il Rheinische Post. Anche i sondaggi registrano da giorni il nuovo entusiasmo dei socialdemocratici: il Politbarometer della Zdf, rete pubblica tedesca, vede il partito aumentare di tre punti e passare al 24% dei consensi; invariata la simpatia degli elettori per l’Unione di Angela Merkel, al 36%; mentre perde due punti il partito di destra nazionalista Alternative für Deutschland (Afd). Per Schulz quindi la rimonta sulla sua sfidante si annuncia impervia, ma può contare sulla popolarità di cui gode la sua figura. Secondo il DeutschlandTrend di Ard, l’altra rete pubblica, in un ipotetico duello diretto Merkel-Schulz sarebbero testa a testa, con il 41% dei consensi ciascuno. Rispetto al mese scorso, Merkel perde 2 punti, Schulz ne guadagna 5. Ovviamente va tenuto conto che in Germania non si vota direttamente il cancelliere, ma i partiti.

Il neo-candidato dell’Spd si mostra però sicuro: “Voglio diventare cancelliere – ha detto nella già citata intervista a Der Spiegel – lavoro con Angela da così a lungo come nessun altro al di fuori del suo partito, ho potuto studiarla e l’ho conosciuta”. E anche i quotidiani tedeschi accompagnano l’ottimismo che si respira in area socialdemocratica. Giovedì Die Welt ha aperto con un ampio articolo dedicato “all’ultimo principe della socialdemocrazia”. La Bild lo definisce “il rivale più difficile” di Angela Merkel: “I suoi punti di forza sono empatia e parole chiare, caratteristiche che l’attuale cancelliera non possiede. La Sueddeutsche Zeitung sottolinea come “per la prima volta l’Spd mostra qualcosa che da tempo non si vedeva, ottimismo”. L’euforia che sta accompagnando la scelta di Schulz, come spiega Der Spiegel, è frutto anche della convinzione di molti che il neo-candidato possa essere una reale alternativa alla Grosse Koalition. In realtà per ora nulla ha ancora dimostrato un vero riposizionamento, magari verso sinistra e i Verdi. “Per noi non cambia nulla dopo la scelta dell’Spd”, ha commentato per esempio l’esponente dei Verdi Katrin Göring-Eckardt.

Un riposizionamento che pare invece proseguire all’interno del Cdu della cancelliera Merkel. Una direzione sempre più conservatrice intrapresa dal congresso del partito di inizio dicembre e testimoniata ora dalle parole del ministro dell’Economia tedesco, Wolfgang Schaeuble, che in un’intervista al quotidiano Welt am Sonntag ha parlato di “errori” commessi dalla Germania con la politica ‘delle porte aperte’ che “ha permesso l’ingresso nel Paese di oltre un milione di migranti negli ultimi due anni”. Secondo il ministro della Merkel, Berlino sta cercando di imparare da questi “passi falsi”. Per Schaeuble, l’Europa ha bisogno di prendere in considerazione “l’armonizzazione dei suoi benefici sociali per ottenere una più equa distribuzione dei migranti tra gli Stati membri dell’Ue”. “Abbiamo standard molto più alti per quanto riguarda i benefici sociali rispetto alla maggior parte dei Paesi europei. Questo è il motivo per cui molti migranti vogliono venire in Germania”, ha spiegato il ministro. Parole che faranno piacere soprattutto all’Afd, che proprio sull’accoglienza aveva aspramente criticato la Merkel e le politiche del governo. Afd che alle prossime elezioni potrebbe diventare il terzo partito in Germania.