Tra i tanti manoscritti che ci vengono recapitati a ThinkABook, un service editoriale con cui collaboro, un servizio che ha lo scopo di promuovere e proporre i testi per noi più meritevoli a diverse case editrici leader dell’editoria digitale e cartacea, qualche mese fa ci siamo imbattuti in due romanzi brevi di un’autrice sconosciuta. Ci stupì immediatamente per lo stile fluido, semplice e al contempo molto personale.

La scrittrice in questione è Bilkis Saba, e i due testi, diventati in poco tempo due best seller su tutti gli store internazionali, sono Le sfumature della luna e Naoi, entrambi pubblicati da Koi Press, editore specializzato nel formato digitale che vanta tra i suoi titoli almeno dieci romanzi che sono stati, o sono, in testa alle classifiche dei maggiori negozi online per la vendita di narrativa.

Naoi

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Bilkis Saba è una figura anomala e al contempo rappresentativa della sua generazione: nata a Dacca, capitale del Bangladesh, trasferitasi con la famiglia a Milano, dove ha studiato, vive attualmente a Londra, città in cui sta conseguendo un master in comunicazione editoriale all’università. Parla correttamente tre lingue, a suo agio nel mondo della globalizzazione, pratica del contemporaneo universo digitale ma, al contempo, una delle poche venticinquenni che rifiutano i social network, le chat e i forum. Rare le interviste e le apparizioni pubbliche. Scrive in italiano, lingua con cui è cresciuta e con la quale si è formata culturalmente: tra i suoi autori preferiti Pier Paolo Pasolini.

I suoi due romanzi, molto differenti tra loro per l’ambientazione, hanno uno stile commerciale, accattivante e pop, ed entrambi fanno emergere una forte critica sociale verso una società che sta implodendo, rinunciando, in questa sua corsa verso l’autolesionismo terminale, all’amore, concetto che Bilkis Saba rimarca continuamente nelle sue storie.

Naoi, romanzo distopico che richiama a Geroge Orwell, Philip K. Dick, Aldous Huxley, è un thriller adrenalinico con un finale sorprendente, scritto in modo da tenere il lettore incollato alle pagine. Il tema principale è il problema della sovrappolazione mondiale che, in un futuro non tanto prossimo, viene affrontato, a livello globale, finanziando una multinazionale farmaceutica per mettere in commercio una pillola, l’Endream, in grado di provocare una piacevole morte al termine di un’esperienza onirica meravigliosa. Il governo inglese decide di varare un programma che permetta a chi non ha ancora una famiglia di crearsene una. Senza questa ogni cittadino viene automaticamente considerato un esubero e obbligato a ingerire l’Endream. La storia è quella di Stuart, psichiatra, e di una criptica e silenziosa ragazza dai tratti orientali, molto più giovane di lui, che si incontrano per l’obbligatorio appuntamento governativo nel quale si deciderà se saranno esuberi o se avranno qualche speranza di proseguire insieme nel cammino. Solo nell’elettrizzante finale il lettore capirà cosa succederà ai due protagonisti. È un romanzo che mette in guardia sulla pericolosità dei controlli, della fame multimediale di tanti Big Brothers, della stupidità delle politiche di non integrazione. E al contempo è una delicata, commovente, incisiva storia d’amore, capace di lasciare il segno e di porre domande.

Le sfumature della luna, che deve molto all’ambiente nel quale è cresciuta l’autrice, oltre a dimostrare come lo spunto dato da un film, The Millionaire, possa trasformarsi in qualcosa di universale, comprensibile da lettori rodati e da lettori alle prime armi: la forza dell’amicizia sopravvive in ogni contesto sociale e in ogni latitudine, basta volerlo. Il romanzo è ambientato a Dacca, più precisamente in un basti (una bidonville) della megalopoli asiatica. Kazi e Aniza sono due dodicenni, amici del cuore, che cercano disperatamente di trovare nel gioco e nel loro rapporto una difesa contro il micromondo di miseria che li circonda. Purtroppo Aniza, figlia di un tossicodipendente di yaba, la terribile ed economica metanfetamina tanto in uso tra i poveri di quelle aree, viene venduta, proprio dal padre, alla padrona di una casa d’appuntamenti, e Kazi, convintosi di non essere riuscito a salvare l’amica da un futuro di sopraffazione e violenza, se ne va dal quartiere. Anni dopo i due si rivedranno, quasi casualmente, e sarà questo incontro a far comprendere al ragazzo che è giunto il momento della seconda possibilità e tenterà il tutto per tutto per salvare l’amica di un tempo dall’inferno in cui è precipitata, mentre intorno a loro il rinnovato estremismo islamico (e qui il lettore potrà trovare analogie con la terribile strage consumatasi a Dacca nel luglio dell’anno scorso) sarà nuova fonte di preoccupazione e ulteriore ostacolo nel raggiungimento di un futuro migliore.