Non amo i Big Mac, il panino con hamburger a più strati, sempre fedele al luogo comune chissà cosa ci mettono dentro,  ma ho adorato il film “The Founder”, la vita di Ray Kroc, l’uomo che dal niente ha creato negli anni ‘50 la catena McDonalds, la più famosa rete mondiale di fast food. E pensare che aveva 53 anni ed era a un passo dalla pensione dopo una vita da venditore porta a porta di frullatori.

Certo un uomo così geniale, ma banale nella risposta: “Il segreto del mio successo? La perseveranza”. Tutto qui. Io aggiungerei anche il Fattore C. Ossia quel colpo di culo. Esiste, ne sono certa. Oggi penso che sarebbe la prima cosa che chiederei ad Aladino. Salute, Fede, soldi, potere…. sono tutte c..ate. Non bastano da sole e non è previsto averle tutte insieme. Serve solo il colpo di culo,  quello che ha avuto Kroc, quell’ingrediente magico che, in modo del tutto imprevedibile, immotivato e immeritato, mischia gli atomi.

Da San Bernardino in California, il primo fast food della storia, comincia la sua scalata. La sua rivoluzione. Con quella attitudine da visionario, che gli faceva dire: “Il McDonald’s è la nuova chiesa. Aperta tutti i giorni, non solo di domenica. Io credo in Dio, nella famiglia e in McDonald’s. Ma quando lavoro l’ordine si inverte”. ll panino McDonald’s diventa il simbolo del capitalismo globalizzato, del consumismo di massa. Amato, odiato, di sicuro presente in (quasi) tutto il mondo. Con la catena di McDonald’s, 1600 sparsi ad ogni latitudine, Kroc ha cambiato il volto alimentare di tutto il pianeta. Ma poi i gusti cambiano e ci siamo fatti più intelligenti.

Mensa stellata. La risposta italiana, ma più smart, alla ristorazione collettiva si chiama Elior. Oltre 2000 location, fra ristoranti e mense aziendali, e 113 milioni di bocche “sfamate” all’anno. Elior cucina nelle scuole, negli ospedali, per le forze armate e sui treni. In punta di piedi è entrato anche nelle buvette del Vaticano. Ha voluto la prima mensa “stellata” con pasta spadellata al momento dallo chef Giancarlo Morelli. E organizza laboratori per educare i ragazzi alla corretta alimentazione. Perché il cibo è cultura, convivialità, condivisione.

Ma è su scala planetaria che i numeri sono da capogiro. Leader mondiale, l’anno scorso il Gruppo ha realizzato un giro d’affari di 5.674 milioni di euro in 13 paesi, tra cui gli Stati Uniti. Globalmente ha 18.600 punti di ristorazione e 4 milioni di persone ogni giorno consumano un pasto Elior. Solo in Italia si consumano all’anno 107 milioni di pasti.

Elior non ha avuto un Ray Kroc come pioniere, nasce da subito come S.P.A nel 1991. Elior, la multinazionale delle meraviglie, nel 2013 ha firmato il Patto Nazionale di Lotta contro lo spreco alimentare. Funziona così, viene individuata un’associazione no-profit “ricevente” e si organizza il ritiro dei pasti in eccedenza. E sempre nell’ottica dello smart food Elior si affida per i propri menù a un gigante della scienza dell’alimentazione il professore Silvio Garattini, direttore dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. E’ il nuovo approccio per un obiettivo antico: trovare l’elisir della perfetta alimentazione. E’ da un po’ che Elior punta anche su una strategia sostenibile con uso più razionale delle risorse energetiche e idriche.

A Zola Predosa in provincia di Bologna ha appena inaugurato un innovativo centro di cottura “Nuova Emilia”, aperto 365 giorni all’anno compreso Natale, dove preparano al giorno 30mila pasti consegnati con metodo “fresco-caldo”.

Mc Donald’s e Elior, due metodi di alimentazione agli antipodi. Il primo demonizzato negli States per aver dato il suo contributo, in hamburger, ketchup e patatine fritte… alla chubby generation  e alla piaga “alimentare” dell’obesità. Il secondo è il format del futuro. Big Mac vs Smart Food. E’ solo questione di tempo, o il secondo si mangierà il primo?

Twitter@januariapiromal