Parigi, oltre ad essere una delle città più belle del mondo, è anche tra quelle più trafficate. Fatto che sta creando non pochi problemi a cittadini e amministrazione, sia per il normale commuting urbano che per gli alti livelli di inquinamento a cui la capitale francese da tempo è sottoposta.

Come abbiamo avuto modo più volte di sottolineare, la prima cittadina Anne Hidalgo è in prima linea nel combattere le emissioni nocive per la salute. Anzi, dipendesse solo da lei, ci si potrebbe scordare di entrare con le auto (che non siano elettriche o ibride), nel cuore della città.

Diversi sono stati, anche negli ultimi tempi, i provvedimenti di blocco parziale o totale del traffico, compreso quello di chiudere al traffico la riva destra della Senna per un tratto di due chilometri e l’utilizzo delle targhe alterne.

Uno degli obiettivi immediati, recentemente dichiarato ai media francesi dal sindaco, sarebbe in realtà quello di vietare completamente l’accesso dei veicoli nella zona compresa tra Place de la Concorde e Pont Royale: un chilometro circa di strada che nella sua idea dovrebbe essere percorso solo a piedi.

Nel mirino ci sono le auto più inquinanti, ovvero quelle vecchie. Contro le quali già sono stati presi provvedimenti come il divieto di circolazione all’interno dell’area urbana delimitata dalla cosiddetta Périphérique dalle 8 alle 20 dei giorni feriali, per quelle costruite prima del 1997.

Per riconoscerle l’amministrazione sta ricorrendo a una vera e propria schedatura, come già accade in altre città europee. Ovvero bollini, da apporre sul parabrezza, di diverso colore a seconda dell’anno di fabbricazione della vettura e delle potenziali “capacità” di inquinamento, in base a cui consentire o meno l’ingresso in diverse zone. Nessun veicolo che ne sia sprovvisto, in teoria, potrebbe circolare.

Entrerebbero in vigore da oggi, ma c’è un problema: pochissime auto, in pratica una goccia nel mare, si sono sottoposte alla procedura per l’assegnazione del famigerato adesivo. Ciò che ha convinto la “sindaca” a spostare in là la dead line per comminare affattivamente multe (da 35 euro in su) a chi non abbia il bollino: prima di giugno, infatti, non se ne parlerà.

E ci sarà da sudare anche per l’obiettivo di medio termine, ovvero quello di permettere la circolazione solo ai mezzi Euro 5 ed Euro 6, nel 2020: in pratica, l’asfalto della Ville Lumière potrebbe essere riservato solo a veicoli immatricolati dal 2010 in poi.