La mancata adesione del M5S al gruppo liberaldemocratico all’Europarlamento – approvata da quasi l’ottanta per cento dei militanti ma respinta dall’Alde – s’è risolta in una Waterloo mediatica per il Movimento. Ma l’attacco a Obama e la proposta di uscire dalla Nato avanzati dal deputato Manlio Di Stefano sul blog di Grillo non sono solo cinici: sono deliranti. Mostrano una tale ignoranza della politica internazionale e del diritto costituzionale, oltreché un tale disprezzo per l’intelligenza dei militanti, da far chiedere anche a chi non è mai stato ostile Movimento (cfr. il mio ultimo post su www.micromega.net) se la sua leadership non sia in pieno marasma.

Ignoranza della politica internazionale, anzitutto. Obama s’è finalmente accorto che Putin e Trump giocano sporco: e vivaddio, meglio tardi che mai. Ma soprattutto, se le navi russe incrociano nel Mediterraneo, appoggiando il golpe in Libia e vanificando i possibili accordi sui migranti, l’appoggio lasciamolo dare da Salvini quando si fa i selfie sulla Piazza Rossa con la bellona di turno (complimenti, Matteo). Ignoro se l’onorevole Di Stefano abbia anche lui una bellona da portare in trasferta a Mosca, ma gli basterebbe leggere i giornali per sapere che Trump rischia l’impeachment, sicché il M5S, prima di puntare sull’asse Trump-Putin, dovrebbe accertarsi che non si tratti del cavallo sbagliato.

Ignoranza del diritto costituzionale interno, poi. L’art. 75 c. 2 Cost. recita: «Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali». Tutti sanno che in Italia non si può fare un referendum per uscire dall’Ue, ma Di Stefano dovrebbe sapere che anche per uscire dall’Euro sarebbe possibile solo un referendum propositivo: sarebbe, se il No al referendum costituzionale non l’avesse bocciato. E allora? Proponiamo un referendum propositivo per uscire dalla Nato e ce lo facciamo fra noi, Di Stefano e io, tanto per passare il tempo?

Infine, disprezzo per l’intelligenza dei militanti del M5S. La linea del Movimento è sempre stata l’equidistanza fra Occidente e Russia, che permette di stare fra le democrazie occidentali, come pensava già Enrico Berlinguer, ma anche di denunciare le derive belliciste finanziate dall’industria militare. Ora Di Stefano vorrebbe spostare il M5S su una linea zarista, che lo renderebbe complice dei massacri russi e turchi in Siria e del possibile genocidio dell’eroico popolo curdo, ormai abbandonato dagli americani alla vendetta dei suoi nemici. Di Stefano mi può rispondere su questi tre punti, oppure facciamo finta che non sia successo niente?