Il gruppo Tenaris ha vinto un arbitrato contro lo stato del Venezuela davanti al tribunale Icsid (Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative ad investimenti) della Banca Mondiale. Il Paese, in profonda crisi economica, dovrà versare 165 milioni di dollari all’azienda dei tubi in acciaio di cui è presidente il numero uno di Assolombarda Gianfelice Rocca. Che è indagato per l’ipotesi di corruzione internazionale in Brasile in relazione ai contratti che Techint, altra società della famiglia Rocca, ha ricevuto dal gruppo petrolifero Petrobras.

Il contenzioso riguardava gli espropri degli investimenti in Tubos de Acero de Venezuela S.A. (Tavsa) e Complejo Siderúrgico de Guayana (Comsigua) decisi dal governo di Hugo Chavez, predecessore di Nicolas Maduro.

Secondo il tribunale arbitrale Caracas ha violato i trattati bilaterali sugli investimenti firmati con Belgio, Lussemburgo (dove ha sede Tenaris) e Portogallo. Il risarcimento riconosciuto a Tenaris e alla controllata Talta ammonta a 137 milioni di euro per le violazioni più 24,6 milioni di interessi. Inoltre il Venezuela è stato condannato a rimborsare altri 3,3 milioni di spese legali e costi amministrativi. Il procedimento era iniziato nel 2012.