“In questa fase non esiste il destino: esiste il casino. Ad oggi comunque non sappiamo ancora se moriremo proporzionalisti, con liste da pochi decimali. I grillini si stanno rendendo conto che l’Italicum non è poi così male: anche perché li vedrebbe favoriti”, spiega a ilfattoquotidiano.it Enrico Mentana. Tra una #maratonamentana e l’altra – il prossimo appuntamento è per oggi alle 16 con le consultazioni dal Quirinale -, il direttore del Tg La7 è alla Fiera della Piccola e Media Editoria a Roma, per un incontro con Marco Damilano de L’Espresso sul post-referendum. “Il voto referendario ha visto un’Italia spaccata: tra nord e sud, tra gente che ha un lavoro e gente che vive al massimo di precariato”. Abbiamo liquidato troppo in fretta le ideologie? “No. È vero che ora tutto è diverso: ma le ideologie sono andate in soffitta da sole, così come i partiti tradizionali. È la stessa ragione per cui solo gli anziani vanno nei negozi di antiquariato e i giovani vanno invece da Ikea. Certo, una volta un operaio, così come un imprenditore, sapeva cosa votare. Oggi se sei povero, precario, vivi in un quartiere periferico di una grande città tra un campo rom e un centro migranti, cosa cerchi?”