Gianni Pittella si candida a successore di Martin Schulz per la presidenza del Parlamento europeo. La decisione del capogruppo dei socialisti e democratici è stata ratificata durante la riunione del gruppo, cui presente anche Schulz che ha appoggiato la candidatura del deputato lucano. Il 24 novembre l’attuale presidente del Parlamento europeo aveva annunciato che non si presenterà per un terzo mandato: l’anno prossimo sarà infatti candidato alle elezioni in Germania per il rinnovo del Bundestag, nelle fila del partito socialdemocratico.

La partita per la presidenza è molto aperta, con il partito popolare che spinge per l’elezione di un suo rappresentante. A ‘sfidare’ Pittella potrebbe essere Manfred Weber, appena rieletto presidente del gruppo. L’ipotesi della sua candidatura però ha già suscitato alcune reazioni negative, specialmente tra i deputati italiani, che hanno mostrato insofferenza per un’altra personalità proveniente dal mondo tedesco. Tra questi anche Alessandra Mussolini, che ha appena lasciato il gruppo del Ppe e ha appoggiato il nome di Pittella: “Credo che l’Italia meriti un incarico importante. Da italiana dico che fa bene, qui dobbiamo alzare la voce“.

Pur rimanendo in Forza Italia, Mussolini ha deciso di passare al gruppo misto del parlamento europeo. I motivi della della sua scelta, ha spiegato, vanno dalla scarsa considerazione della posizione italiana sul tema dell’immigrazione fino appunto all’eventuale candidatura di Weber. Il sostegno di Schaeuble a Renzi e al Sì al referendum è stata “l’ultima goccia”, ha confessato. “Un ministro tedesco delle finanze del Ppe – ha detto riferendosi alle parole di Schaeuble – si permette di dire, senza neanche avvertire la delegazione italiana, che voterebbe per la riforma e per Renzi, questo è molto grave. In tema di immigrazione poi abbiamo subito lo strapotere tedesco. E un’ennesimo tedesco, forse Weber, può diventare presidente del Parlamento europeo”. “Ho informato Berlusconi e ha capito”, ha concluso Alessandra Mussolini.

“Bisogna preservare un’equa rappresentanza a livello di presidenze delle maggiori istituzioni europee. Non accetteremo mai un monopolio dei popolari, una delle tre presidenze deve andare alla famiglia socialista”, ha detto Pittella in conferenza stampa, confermando di essere candidato alla presidenza del Parlamento europeo. Il compromesso che sanciva la distribuzione delle presidenze di Consiglio, Commissione e Parlamento europei “è stato rotto – ha aggiunto – e non da noi. Ora occorre aprire una fase nuova per la seconda parte della legislatura. Serve una svolta progressista e vogliamo archiviare l’austerità“. Pittella ha spiegato di avere parlato tra gli altri con il premier Matteo Renzi, con Hollande e altri leader socialisti: “Queste battaglie non si possono fare se la famiglia politica non concorda in pieno”. “Ora – ha concluso – mi confronterò con tutti i gruppi a eccezione delle forze estremiste di destra per trovare convergenze sulla mia candidatura”.