Truffe ai danni della Regione Puglia. Con questa accusa Luigi Fiorillo, ex amministratore unico di Ferrovie Sud Est, e altri quattro imputati sono stati rinviati a giudizio dal Giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli. La vicenda riguarda l’acquisto, con due ordinazioni diversi, di 52 vagoni pagati complessivamente più di 115 milioni di euro. Secondo la magistratura barese, 23 milioni in più del prezzo di mercato. Oltre a Fiorillo, saranno processati a partire dal 9 maggio Nicola Alfonso, responsabile tecnico di Fse, Giuseppe Fiaccadori, rappresentante legale di Railconsulting srl di Marmirolo, Marco Mazzocchi e Carlo Beltramelli, all’epoca rispettivamente rappresentante legale e procuratore speciale della società polacca Varsa Sp. Z.o.o. di Varsavia.

Stando alle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dal pm Isabella Ginefra, sono state commesse due diverse truffe fra il 2006 e il 2012. La prima riguarda l’acquisto di 27 vagoni nuovi dalla società polacca Pesa, pagati 93 milioni di euro e interamente finanziati dalla Regione Puglia. La Procura di Bari ritiene siano stati pagati 12 milioni di euro in più. La seconda truffa riguarda l’acquisto dalla società Varsa di altre 25 carrozze ristrutturate, pagate 22 milioni e 500mila euro. In questo caso il doppio del valore di mercato, secondo gli inquirenti.

Il gup ha disposto quindi il rinvio a giudizio per le due truffe ai danni della Regione Puglia, escludendo però l’aggravante della transnazionalità. È stato dichiarato invece il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste” per i reati fiscali contestati a Fiorillo e la prescrizione di un episodio di corruzione. In conclusione del contestuale processo con rito abbreviato, il giudice ha assolto “perché il fatto non costituisce reato” i due imputati che avevano chiesto il rito alternativo, Tomasz Zaboklicki e Zygfryd Franciszek Zurawski, rispettivamente presidente e membro del direttorio della società polacca Pesa Bydgoszcz Sa.

Sulla vecchia gestione di Ferrovie Sud Est, società attualmente commissariata, è in corso anche un indagine preliminare per peculato, abuso d’ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato. I magistrati baresi indagano su sprechi e consulenze d’oro, che avrebbero causato debiti per oltre 300 milioni di euro fino al 2014, portando la società al dissesto. Nell’ambito di questo procedimento la Procura di Bari ha chiesto nei mesi scorsi il fallimento di Ferrovie Sud Est. Il ministero dei Trasporti sta tentando il salvataggio della società tramite l’acquisizione da parte di Ferrovie dello Stato.