Anche le lavoratrici dipendenti nate nell’ultimo trimestre del 1958 e le autonome nate tra ottobre e dicembre 1957 potranno andare in pensione prima di aver maturato i requisiti della legge Fornero. Avranno diritto ad assegni familiari più alti i lavoratori italiani, con quattro o più figli, che lavorano in un Paese dell’Unione europea: nasce un fondo ad hoc finanziato con 8 milioni in tre anni. I neo papà dal 2018 avranno diritto a quattro giorni di congedo, contro i due attuali. Arrivano poi 5 milioni in più per le adozioni internazionali e contributi aggiuntivi per le scuole paritarie. Sono le principali novità per le famiglie inserite nella legge di Bilancio durante l’iter nella commissione Bilancio della Camera, che ha dato il via libera al ddl giovedì pomeriggio: venerdì il testo sarà votato sarà sottoposto al voto di fiducia nell’aula di Montecitorio.

Assegni familiari maggiorati per lavoratori con 4 o più figli residenti all’estero – Più risorse per gli assegni familiari per i lavoratori italiani, con quattro o più figli, che lavorano in un Paese dell’Unione europea. Lo prevede un emendamento dei deputati di Centro democratico Mario Sberna e Gian Luigi Gigli, approvato in commissione. Sarà istituito un nuovo Fondo del Tesoro per incrementare gli assegni (già previsti) per le famiglie numerose degli italiani che svolgono la loro attività fuori dai confini nazionali: avrà una dotazione di 2 milioni di euro per il 2017 e 3 milioni per ciascuno degli anni 2018 e 2019. I firmatari hanno spiegato che “l’incremento di questi assegni è fermo da otto anni”. Sarà un decreto del ministero a dettare la regole per l’erogazione degli assegni maggiorati. E le attenzioni per i connazionali che vivono fuori dall’Italia non finiscono qui: sono in arrivo 1,3 milioni per la stampa italiana all’estero e le agenzie di stampa “specializzate per i servizi stampa dedicati agli italiani” che vivono in un altro Paese.

Altri 3mila esodati salvaguardati – Le modifiche più rilevanti approvate nella notte, oltre al discusso “emendamento De Luca, riguardano comunque il pacchetto previdenza (uno dei più pesanti della manovra): è stata infatti anche ampliata la platea degli esodati salvaguardati, che passa da 27.700 a 30.700 portando il totale dei salvaguardati totali a 160.700 persone. Questo comporta un incremento della spesa di 161 milioni di euro, che saranno coperti dal Fondo per interventi strutturali di politica economica. Cambiano poi i tetti massimi di reddito compatibile con l’Ape sociale: chi riceve l’anticipo pensionistico potrà percepire compensi da lavoro dipendente o parasubordinato entro 8mila euro annui e da lavoro autonomo entro 4.800 annui. Il testo originario della legge di Bilancio fissava un unico limite a 8mila euro annui.

Con Opzione donna estesa per le autonome assegno di 775 euro. Per le le dipendenti 1.140 – L’opzione donna, cioè la possibilità di optare per la liquidazione della pensione calcolata interamente con il sistema contributivo (quindi con una penalizzazione), è estesa a chi ha compiuto 57 anni se dipendenti – o 58 se autonome – nel quarto trimestre 2015. La legge Maroni del 2004 consente alle donne che abbiano 35 anni di contributi di andare in pensione a 57 anni di età se dipendenti e a 58 se autonomi. Ora sono incluse nella possibilità di andare in pensione con questa formula, con un taglio dell’assegno, anche le donne che compiono quell’età, 57 e 58 anni, nel quarto trimestre del 2015. La riduzione degli importi medi di pensione, si legge nella relazione tecnica allegata all’emendamento del relatore Mauro Guerra (Pd), si attesterà al 18% per le lavoratrici dipendenti e del 27% per le autonome per effetto del calcolo contributivo. L’estensione al potrebbe riguardare 2.600 lavoratrici dipendenti, 670 lavoratrici autonome e 860 lavoratrici del pubblico impiego. In totale le donne lavoratrici che potrebbero usufruire della salvaguardia potrebbero essere 4.130. Le autonome riceveranno un assegno pensionistico di circa 775 euro al mese. Le dipendenti, invece, circa 1.140 euro. Per l’operazione sono previste coperture per 18,3 milioni di euro nel 2017, 47,2 milioni nel 2018 87,5 milioni nel 2019, 68,6 nel 2020, 34,1 nel 2021 e 1,7 nell’anno 2022.

Contributi aggiuntivi alle paritarie e congedo papà esteso a 4 giorni – Un contributo aggiuntivo di 50 milioni di euro alle scuole materne paritarie è poi previsto da un emendamento approvato che stabilisce contemporaneamente anche una riduzione corrispondente della detraibilità delle rette a 564 euro per il 2016, 717 per il 2017, 786 per il 2018 e 800 euro per il 2019. Il congedo obbligatorio per i papà rimarrà a due giorni per il 2017, ma sarà esteso e ampliato a 4 giorni per il 2018. Le pensioni di reversibilità, se percepite dagli orfani, concorreranno al reddito solo sopra i 1.000 euro. In questo modo gli orfani di padre o madre che percepiscono l’assegno potranno avere più chance di non raggiungere il livello massimo di reddito oltre il quale non si può essere più a carico dell’altro genitore, con conseguenti detrazioni.