L’anno scorso due inchieste giornalistiche dimostrarono come la ‘ndrangheta dalla Calabria fosse riuscita a infiltrarsic con forza nel paese più lontano dall’Italia, in Australia. Una storia iniziata negli anni ’20 e che vedeva l’associazione criminale già potente negli anni ’70: una storia che continua fino a oggi secondo i media locali anche con omicidi eccellenti. A Sydney Pasquale Barbaro, 35 anni, è stato ucciso “mentre usciva dalla casa di un suo associato”. Gli assassini, secondo le testimonianze raccolte, erano due uomini incappucciati e subito fuggiti. Una esecuzione in pieno stile mafioso secondo gli inquirenti. Che ipotizzano che l’agguato potrebbe rientrare nella guerra fra bande per il controllo del mercato della droga, che vede fra i protagonisti una consolidata ramificazione dell’associazione criminale.

Barbaro era in libertà su cauzione in attesa del processo in dicembre davanti alla Corte Distrettuale di Sydney, per produzione e traffico della droga, dove rischiava una condanna a 20 anni. Il giorno dopo, in un processo per omicidio, in un tribunale di Sydney sarebbe stata ascoltata un’intercettazione di Barbaro che parlava con il boss della temibile banda libanese Brothers for Life. La vittima, che un anno fa era sopravvissuto a un simile agguato, porta lo stesso nome del nonno, ucciso in una simile esecuzione nel 1990. Lo zio, omonimo della vittima, sta scontando 30 anni di carcere per l’importazione nel 2009 della quantità record di 4,4 tonnellate di ecstasy, 15 milioni di pasticche nascoste i 3000 barattoli di pomodori pelati provenienti dal porto di Napoli. Mentre il cugino è stato assassinato a Melbourne nel 2003 insieme al noto boss criminale Jason Moran.

Secondo il giornalista giudiziario Keith Moor vi sono sospetti che Barbaro fosse diventato un informatore della polizia. “Il sospetto è che sia stato ucciso per aver violato il codice di omertà, come è successo con suo nonno nel 1990”, ha detto alla radio nazionale Abc. L’uccisione potrebbe anche essere legata a qualcosa di diverso dalla guerra fra bande. “Era coinvolto in diversi reati fra cui la droga. È ovvio che si sia fatto dei nemici e vi sono stati tentativi di eliminarlo nel passato”.