Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che ha un romanzo in uscita il 3 novembre, e chi non lo compra è un Nardella. Altre considerazioni.

1. “L’Inter ha deciso di esonerare De Boer, ma non sa quando”. Già solo in questa frase, riportata da tutti o quasi i giornali, c’è la follia enorme di una situazione surreale. Prendi un allenatore che ha le sue idee, e lo prendi pure un attimo prima che cominci il campionato. E poi lo fai lavorare costantemente sotto la graticola: serenità, zero. Non ho mai visto tanto coraggio nel massacrare un allenatore da parte di molti giornalisti: evidentemente De Boer lo puoi picchiare e altri no. Per carità, l’allenatore olandese sbaglia e non poco, ma cacciarlo adesso è assurdo. Mi sfugge, poi, quali responsabilità abbia De Boer se il diversamente simpatico Icardi sbaglia una rete che neanche il Poro Schifoso di Vitiano. Bah.

2. Inter comunque campione d’Italia, d’Europa e del mondo. Agile, in scioltezza. Medel Pallone d’oro e Santon decisivo in finale dei Mondiali del 2018 (che vincerà l’Inter e non l’Italia). Per lui una tripletta in finale sulle isole Tonga, eseguita emulando ripetutamente la catapulta infernale dei gemelli Derrick. E usando la testa di Gozi come leva per darsi lo slancio.

3. Scambio (reale) tra me e un noto cantante napoletano sabato pomeriggio. “Andre’, vince stasera il mio Napoli?”. Io: “Non avete chance. Il gol decisivo di Higuain neanche è quotato alla Snai. Segna dopo aver giocato di merda e magari non esulta, così poi ci asciugano le palle con la retorica per tutto il weekend”. Chissà perché, alle 23 di sabato, mi è arrivato un sms. Era proprio di quel noto cantante napoletano ed era breve. Diceva solo: “Ma vaffanculo, va’”.

4. Vialli: “Squadra con scarsa fisicità?”. Sarri: “Ci sarebbero delle pasticche, ma non credo che siano legali”. Leggenda assoluta.

5. Ancora Sarri: “Anch’io spesso sono stato deluso da Insigne, ma non gliel’ho mica detto davanti a tutti. Quando esce, lui deve stare zitto e basta”. Finalmente è tornato il Commodoro Marxista burbero, scorretto e incazzoso. Non ha mai avuto chance di vincere lo scudetto quest’anno, e senza Milik si è fatta durissima, ma il terzo posto è ancora vicino. Come pure la seconda piazza. Credici, Che Gue Sarri.

6. Scopro solo adesso che stasera ci saranno Udinese-Torino e Cagliari-Palermo. Mi si chiede un pronostico. Vince l’Inter.

7. Vittoria tanto stitica quanto pesante del Milan, decisa da una furbizia del buon Jack. Per Montella questo successo vale quanto la Juve: non è un’esagerazione. C’è tuttora il rischio che il giocattolino si rompa dopo l’exploit con la Juve. Dirà molto la trasferta di Palermo. Non so poi se esista un caso Bacca, so però che non vorrei vedere giocare mai più Poli (e infatti ieri non ha giocato). Ah: secondo me Pasalic non è male e non ha la rogna. Se Montella lo usasse di più, non credo che per questo lo spedirebbero coi ceppi a Guantanamo.

8. La Juve vince sempre anche quando gioca male, la Roma spesso non vince neanche quando gioca bene. Il resto sono Fuksas, cioè pippe e nuvole mentali.

9. Gasperini a valanga: nelle ultime 6 gare, la sua Atalanta ha fatto 16 punti. Uno in più della Juve. Sarebbe prima. Bene la Lazio, sin qui grande sorpresa del campionato con il Milan (questa l’ho copiata da Sconcerti). Oddo ha più sfiga dei capelli di Orfini. Skorupski in versione Yashin, Ghoulam in versione chiavica. Prima vittoria in Serie A del Crotone, che era in crescita da un po’. C’è poi la Fiorentina: trionfa a Cagliari, pareggia in casa col Crotone, vince a Bologna. La Viola è più illogica di un editoriale di Gianni Riotta.

10. Parole forti del buon Tommaso Rocchi a Sky: “Sai, in una partita che ti trovi comunque perdendo di 3 gol normale che non è stato, non è stato calciato bene”. Senza offesa, Tommaso, ma non ho davvero capito un cazzo. A lunedì.