Polemica serrata a Otto e Mezzo (La7) tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e l’architetto Massimiliano Fuksas sulla sua controversa opera, la Nuvola dell’Eur. Il giornalista cita gli esosi costi relativi inaugurazione del nuovo Centro Congressi capitolino, a cui sabato prossimo presenzierà Renzi e che sarà trasmessa in diretta su Rai Uno dalle 18.30 alle 20.00. “Questo grande evento tv rischia di essere un gigantesco spot per il SI’ al referendum” – osserva Scanzi – “E costa un milione di euro, come sostiene Fabio Rampelli (deputato di Fdi e componente della Commissione di Vigilanza Rai, ndr)”. “Che Il Fatto si riferisca a Rampelli mi pare proprio strano”, ironizza Fuksas. “E purtroppo esiste anche lui, mica scelgo io l’opposizione” – replica il giornalista – “c’è un governo e c’è un’opposizione”. “Ma guardi che io non sono governativo, è la prima volta che me lo dicono“, ribatte l’architetto. “Ne prendo atto” – risponde Scanzi – “ma in ogni intervista celebra Renzi, come se fosse l’unico salvatore della patria“. Scanzi poi analizza le ragioni per cui l’opera di Fuksas è così contestata, a cominciare dai costi: “Fuksas dice che è costata 239 milioni di euro, ma alla Commissione Bilancio il sottosegretario all’Economia De Micheli, che non è grillina ma del Pd, ha parlato di 467 milioni di euro. Dal 2006 questo progetto è diventato interamente pubblico” – continua – “e la Corte dei Conti qualche anno fa ha sollevato perplessità sulla cifra. Il signor Fuksas, che parla tanto con questi toni popolari e democratici, all’epoca prese per il progetto 19,9 milioni di euro, che poi sarebbero diventati 24 o addirittura 25. Tenendo conto che sono soldi pubblici, sulla Nuvola qualche dubbio noi umili cittadini possiamo averlo?“. Fuksas difende la sua verità e si rende protagonista di un altro battibecco con Scanzi, che chiama erroneamente “Scalzi”. “Le chiedo solo di chiamarmi col cognome giusto” – replica il giornalista – “altrimenti la chiamo Fuffas