Le auto a benzina di nuova immatricolazione potrebbero presto superare del 50% i limiti di emissioni di particolato fissati dallo standard Euro 6: lo anticipa The Guardian, specificando che sarebbe già pronta una bozza di regolamento sostenuta dalla maggior parte degli stati dell’Unione Europea, pronti a promuovere la proposta durante le discussioni sul tema, in programma per il prossimo dicembre. Una notizia che se fosse confermata dai fatti striderebbe parecchio con i buoni propositi espressi da istituzioni e costruttori, specie dopo lo scandalo emissioni della VW, esploso poco più di un anno fa.

Sempre secondo il quotidiano inglese, l’Acea – l’associazione europea dei costruttori automobilistici – avrebbe precedentemente redatto un documento per proporre di incrementare la tolleranza addirittura del 300%. Acea non ha commentato queste indiscrezioni ma appare chiaro che è nel pieno interesse dei fabbricanti d’auto ottenere tutta l’accondiscendenza possibile dal Parlamento Europeo se non addirittura una proroga sull’entrata in vigore dei nuovi regolamenti in tema di inquinamento.

Anche se non c’è ancora nulla di ufficiale, gli ambientalisti sono già sul piede di guerra: “Con questa proposta ridicola, i Paesi membri stanno ancora cercando di diluire le leggi comunitarie a un costo altissimo per la salute umana”, ha commentato l’eurodeputato ‘verdè Bas Eickout, membro della commissione Ambiente dell’Europarlamento, “chiederemo alla Commissione Ue di venire al Parlamento europeo per fornire spiegazioni su questo tema”.

Stando agli ambientalisti, scrive ancora The Guardian, sarebbe sufficiente un filtro dal costo di 25 euro per ridurre drasticamente le emissioni di polveri sottili delle auto alimentate a benzina (Mercedes-Benz e Volkswagen hanno già anticipato il debutto di questa soluzione tecnica): i suddetti filtri sono peraltro obbligatori per i motori diesel. Nel frattempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che ogni anno in Europa sono circa 600.000 le morti premature riconducibili all’inquinamento dell’aria: ciò ha un costo sanitario di circa 1.600 miliardi di euro annui.