“Inutile affidarsi ad una società di revisione incentivandola a denunciare buchi inesistenti, magari per ottenere una parcella più alta”. Incurante della sua fama di profeta, Piero Fassino lo aveva detto il 25 agosto scorso a La Stampa. Due giorni prima la nuova amministrazione, quella di Chiara Appendino, aveva avviato le procedure per un controllo delle finanze comunali dopo l’emersione di uno squilibro di sei milioni di euro che aveva obbligato la giunta a cercare altre fonti di entrata per garantire l’apertura delle scuole e i trasporti dei disabili. Ora però Procura di Torino e Guardia di finanza hanno avviato un’indagine sui bilanci della città e di due sue società, la Gtt e Infra.To, azienda dei trasporti pubblici la prima, delle infrastrutture per la mobilità la seconda. E quella dichiarazione inevitabilmente resterà negli annali come la terza malaugurata profezia dell’ex primo cittadino, dopo il famoso “un giorno lei si segga su questa sedia e vediamo se poi sarà capace di fare tutto quello che oggi ha auspicato di poter fare” rivolto all’allora consigliera Appendino (era il maggio 2015) e l’ancora più spericolato “se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende” (luglio 2009).

Tornando alla cronaca dei giorni nostri, gli investigatori sono partiti dall’esposto del consigliere comunale di centrodestra Alberto Morano che da settimane denuncia pubblicamente irregolarità nei rendiconti. Il 19 settembre scorso Morano, durante una seduta dell’assemblea cittadina, aveva ricordato i dubbi sollevati dalle società di revisione che hanno valutato i bilanci della Gtt facendo emergere quasi 40 milioni di euro di disallineamenti tra i crediti vantati dalla società verso il Comune, crediti di cui non c’era traccia nel bilancio cittadino approvato dalla giunta Fassino. Non solo. Il consigliere segnalava anche la differenza tra i crediti di Gtt verso Infra.To, registrati con somme diverse nei due rendiconti.

È su queste anomalie che ora la Guardia di finanza dovrà fare luce. Dalla procura ribadiscono che l’indagine, appena avviata, non ha né indagati, né ipotesi di reato, ma è soltanto agli inizi e molti elementi potrebbero emergere chiamando in causa o l’amministrazione di Piero Fassino, che ha approvato il bilancio consuntivo del 2015, oppure quella di Chiara Appendino che – insediatasi il 30 giugno – ha approvato i bilanci dell’azienda dei trasporti e di Infra.To nonostante i rilievi delle società di revisione, come ha ricordato Morano alla sindaca Appendino. A lei, in quell’occasione, si era rivolto anche il capogruppo Pd Stefano Lo Russo, ex assessore all’Urbanistica della giunta Fassino: “Le ricordo che lei non arriva dalla Luna – le ha detto -, lei era la vicepresidente della commissione Bilancio. Apprendo che in cinque anni non si è mai accorta di questi documenti e mi stupisco perché la conosco come abbastanza precisina e mediamente attenta a leggere le cose, prendo atto che in cinque anni lei da vicepresidente della commissione Bilancio e Partecipate non ha mai sollevato la questione”.

Al Palazzo di Città c’è serenità. Aspettano per le prossime settimane la conclusione dell’audit interno avviato a settembre sullo stato dei debiti e dei crediti della città e delle sue aziende. E ricordano che anche nei bilancio 2014 di Gtt c’erano dei disallineamenti. Non solo. All’inizio del 2013 un’ispezione del ministero dell’Economia aveva sollevato molti rilievi sui compensi dei manager, premi di risultato, consulenze, operazioni di compravendita poco redditizie e iscrizioni sbagliate nei bilanci. La passata amministrazione cercò di replicare ai rilievi: “Gtt farà le controdeduzioni, le trasmetterà al ministero dell’Economia, vedremo quale sarà il riscontro tra le deduzioni del Ministero e le controdeduzioni di Gtt e, a quel punto, avremo degli esiti su cui si può fare una discussione”, disse il 19 settembre 2013 l’allora sindaco Fassino. Altra profezia?