Confronto vivace a Otto e Mezzo (La7) tra il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e il neo-direttore dell’agenzia di stampa Agi, Riccardo Luna. Il dibattito è innescato dall’intervento di Luna che osserva: La maggioranza dei Parlamenti del mondo ha una camera sola e non ha il Senato. E’ una scelta. Nella direzione Pd, Renzi, rivolgendosi alla minoranza dem, si è mostrato disponibile a cambiare l’Italicum. E ha riaperto i giochi sull’elezione dei senatori”. “Purtroppo è impossibile, a meno che non buttino via questa riforma e facciamo il referendum tra 10 anni” – replica Travaglio – “Poi tu dirai che in Germania non eleggono i senatori, ma questo vale dal ‘700. E’ diverso togliere adesso il diritto di voto“. “Ma non è antidemocratico, è una scelta”, ribadisce il direttore dell’Agi. “Diversamente dagli altri Paesi” – spiega Travaglio – “abbiamo una Costituzione che, all’art. 1, dice che la sovranità appartiene al popolo. Non può esistere un Senato che fa le leggi, che non è formato da gente eletta per fare le leggi, ma per fare i sindaci o i consiglieri regionali. E’ una violazione clamorosa di un diritto sancito nella prima parte della Costituzione, quella che piace ancora a Benigni e quella definita “la più bella del mondo” da Renzi”. “Sindaci e consiglieri non sono funzionari, ma sono eletti dal popolo anche loro” – controbatte Luna – “E con la riforma sarebbero eletti anche per fare qualcos’altro”. “I sindaci non sono eletti per fare le leggi, ma per fare i sindaci” – ribadisce il direttore del Fatto – “E poi come fai, mentre voti un sindaco, a decidere che debba fare il senatore? Lo scrivi in basso sulla scheda quando voti il sindaco?