“Una caccia all’uomo mediatica per chi la pensa diversamente dal No”, tanto che il presidente del Consiglio sostiene che ci sono persone importanti che voteranno a favore della modifica della Costituzione “ma non lo dico per paura delle reazioni”. Il lamento di Matteo Renzi va in scena a Radioanch’io, poche ore dopo che ha chiesto al programma di annullare l’invito del politologo Gianfranco Pasquino perché voleva parlare da solo ed evitare il dibattito. Così mentre in contemporanea impone ai suoi il boicottaggio dei programmi politici di La7 perché infastidito dal trattamento che gli riserva la rete e in un contesto di continui botta e risposta con il fronte del No, il presidente del Consiglio si lamenta per le critiche ricevute dal premio Oscar Roberto Benigni dopo l’endorsement. L’effetto però non è quello sperato e nel pomeriggio il premier si è trovato costretto a cambiare posizione. Dopo che il Fatto Quotidiano ha dato l’annuncio che il confronto a “Otto e mezzo” tra la ministra Maria Elena Boschi e il segretario del Carroccio Matteo Salvini era saltato, la stessa rappresentante del governo ha scritto su Twitter al leghista per annunciare il cambio di agenda: “Dice che scappo? Cambio agenda e ci vediamo a Otto e mezzo”.

Renzi a Radioanch’io: “Caccia all’uomo mediatica” – “Cerchiamo di vivere due mesi con calma”, ha detto Renzi nel suo intervento su RadioRai, “con un tono e anche uno stile un po’ più misurato e lo dico pure per parte mia. Benigni dice che vota Sì e la reazione dei social ma anche di molti politici e opinionisti è di attaccarlo personalmente. Si è creata una caccia all’uomo mediatica per cui non si vuole che la si pensi diversamente dal No”. Secondo il presidente del Consiglio chi è a favore del Sì al referendum si sente in difficoltà ad esprimerlo pubblicamente: “Vedo persone importanti, oggi Fedele Confalonieri, dello spettacolo, dello sport, della cultura, che dicono voto Sì ma non lo voglio dire perché ho paura delle reazioni”.

Confalonieri: “Quando c’era la Dc sembrava che nessuno la votasse” – Il riferimento di Renzi è alla conversazione del presidente Mediaset riportata dal Corriere della Sera: “Quando in Italia”, ha detto Confalonieri in realtà senza però esprimersi sul Sì o sul No, “c’era la Democrazia cristiana sembrava che nessuno la votasse. Infatti nei sondaggi era data sempre bassissima. Poi si aprivano le urne e… Magari mi sbaglio, ma penso che sul referendum oggi faccia fino dire ‘io voto No'”. I sondaggi danno il fronte del Sì in affanno, ma secondo Confalonieri non sono indicativi: “Ma quelli che stanno in Parlamento sono davvero convinti che vinca il No al referendum? Sono sicuri dei sondaggi che danno Renzi per perdente?”

Le polemiche sul quesito – Il referendum sulle modifiche alla Costituzione è in programma per il prossimo 4 dicembre e la campagna elettorale è già entrata nel vivo tra polemiche e attacchi. Nei giorni scorsi Sinistra Italiana e Movimento 5 stelle hanno annunciato il ricorso al Tar sul quesito che secondo loro è “una truffa” e “uno spot pubblicitario”. La decisione è attesa per il 17 ottobre prossimo, ma il Quirinale e il governo hanno già specificato che la domanda che sarà sottoposta agli elettori è stata ritenuta ammissibile dalla Cassazione e prima ancora votata dal Parlamento.